Ieri sera Enrico Letta, non lo Zio Gianni, a La7 ha dichiarato pacatamente che con Berlusconi non esclude alleanze.


Anche perché, ha aggiunto Letta, con Silvio Berlusconi “siamo alleati in Europa e al governo, i ministri di Forza Italia sono quelli che vanno più d’accordo con i ministri nostri” del Pd.

Fermi tutti. Non sono parole del nemico numero 1, Matteo Renzi. Ripetiamolo a voce alta: Letta non esclude alleanze future con Berlusconi. Forse, con il suo tono silente e poco da leader non è stato ascoltato bene, ma il concetto politico è molto chiaro.

Immaginiamoci se lo avesse detto Renzi da segretario del Pd. Anzi ricordiamoci tutto quello che è stato detto contro Renzi per aver incontrato Berlusconi al Nazareno per parlare di riforme: si sollevò lo tsunami della sinistra dura e pura. Renzi troppo di destra, non può stare nel Pd.

Anni di logorio interno con questa cantilena e denigrazione continua.

E ieri sera come se nulla fosse, il buon e sereno Letta dice apertamente che con Berlusconi, visto che è già alleato, non esclude alleanze future. Ci sarebbero delle espressioni romanesche che in maniera colorita renderebbero di più l’idea della questione, tipo “me co***ni”, “mica pizza e fichi”, insomma.

Anni di rotture e di menate ossessive contro Berlusconi e poi arriva Letta, nominato segretario dagli orfani di Zingaretti (in preda ad una crisi isterica), che all’improvviso dice una frase semplicemente devastante. Ma che soprattutto getta via tutta l’ipocrisia di questi anni della solita ditta.

Quelli fintamente puri di sinistra. Quelli fintamente anti berlusconiani. Quelli fintamente interessati alla coerenza politica. Quelli solamente anti-renziani perché avevano perso il controllo del partito e del potere.

Il tutto si va a delineare con maggiore forza con le dichiarazioni parallele di Giuseppe Conte, il nuovo vassallo di Bettini. Che, poi, che ruolo abbia e chi sia veramente Bettini, ancora devo capirlo, o meglio dovrebbe essere spiegato veramente e senza veli thailandesi.

Insomma, Conte dice ai reduci dei 5Stelle che la “nuova carta dei valori”, verrebbe da dire dei valori bollati, identificherà il Movimento né di destra né di sinistra. Praticamente come sempre né carne né pesce. Niente di nuovo ma c’è un grande ma.

Il Pd ora vuole il Movimento come alleato strutturale di coalizione. E tutto magicamente si spiega. Il Pd non è più di sinistra si può alleare anche con Berlusconi, figurati se non si può alleare con un Movimento né di destra né di sinistra.

Una persona coerente potrebbe uscire fuori di testa a seguire tutte le giravolte del Pd e dei grillini. Sono diventati talmente insulsi da essere riusciti a diventare ossimori di loro stessi. Un Pd e un Movimento di Conte che insieme oggi non fanno le percentuali del Movimento 5Stelle alle scorse Politiche: insieme il Pd e il Movimento di Conte, secondo me, non arrivano al 33%. Dati che scenderanno ancora dopo il caos che uscirà fuori nelle battaglie di successione grilline. Per non parlare del Pd di Letta possibile alleato anche di Berlusconi.

Il destino è uno solo. Il Pd, non più riformista e plurale non avrà altra scelta che fondersi con i resti del “nuovo” Movimento di Grillo. Così completerà l’involuzione storica.

In tutto questo scenario se ci fosse un pochino di lucidità e verità ci sarebbe da incazzarsi seriamente con chi ha realmente ucciso il Partito Democratico. Un Partito che poteva essere il fulcro del riformismo italiano. Purtroppo però ci vogliono le persone e il germe velenoso della ditta ha fatto il resto. Non era Renzi il problema e soprattutto non lo è oggi.

Il problema sono i politicanti, quelli che non hanno ideali da seguire, quelli buoni per tutte le stagioni, quelli nascosti nei ruoli di sottogoverno, quelli che si definiscono né di destra né di sinistra perché vogliono mangiare con due mani.

Il problema è chi cambia idea in base alla convenienza personale, il problema sono coloro che vivono di invidia e non di proposte. Il problema è tutto questo.

Il problema ora sono Letta e Conte che a mio avviso non rappresentano nessuno ma che una parte dell’informazione usa per raccontare una realtà distorta e nascondere i fallimenti di un governo che ha prodotto danni enormi ad un intero Paese.

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