Il cinema Azzurro Scipioni già smantellato causa Covid risorge grazie alle banche, è una notizia portentosa e allucinante. Ecco un estratto del comunicato stampa di Silvano Agosti:

“Intendo esprimere la mia gratitudine nei confronti di Luca Bergamo e dell’affettuoso e appassionato aiuto di Laura Delli Colli che con la Fondazione Cinema hanno avviato per primi un percorso per il salvataggio dell’Azzurro Scipioni. Ringrazio il Presidente Luigi Abete della Banca Nazionale del Lavoro e Jean Laurent Bonnafè del gruppo Bnl Bnp Paribas, Virginia Raggi, Sindaca di Roma per aver espresso il suo appoggio e aver creduto, nella mia volontà di proseguire e l’Assessore per la crescita culturale di Roma Capitale Lorenza Fruci, Domenico Iannacone e la dottoressa Elena Novelli e anche tutti coloro che silenziosamente ci hanno aiutato, assicurando un futuro al cinema Azzurro Scipioni che per anni ha dato una risposta e una sede al cinema d’Autore. Dai contributi richiesti per la chiusura siamo così passati ai contributi per salvare il Cinema”.

Il tempio del cinema d’autore salvato da Luigi Abete e Jean Laurent Bonnafè, e da Virginia Raggi. Viviamo strani giorni, anzi: stranissimi. Vi riporto il commento di un mio caro amico che si chiama Alessandro Littera: “L’Azzurro Scipioni salvato da un grosso gruppo bancario. Questo fatto mi ricorda tanto una mia ex. Lei era ipervegana e m’intortava con le sue fantasie di andare nelle notti di luna piena a liberare gli animali dalle gabbie. Mi lasciò per un tizio per parlava eroicamente dell’Alf mentre si cuoceva la bistecca alla brace. Com’è fottutamente ironica la vita”.

Se vi ricordate, avevo scritto un post in cui chiedevo con “serietà assoluta” a Gianluca Vacchi, il miliardario ballerino, di gettarsi nella meravigliosa avventura di salvare Agosti, Bergman e Fellini, non era un pezzo assurdo, e la realtà ha superato la mia fantasia, altro che Vacchi: Bnl e Bnp.

Da oggi chi mi cita Brecht è un mio nemico. Brecht: “Cos’è rapinare una banca a paragone del fondare una banca?” Andrò nella mia banca in questi giorni, bacerò tutti, uno dopo l’altro, l’ho sempre saputo che sono i protettori della poesia, sempre! Che dite? Troppo entusiasmo? Lasciatemi essere felice almeno oggi, lasciatemi sentire un banchiere! Sono felice per il mio amico Silvano, è un poeta. Guardatelo in questo mio film, il suo anagramma è “Navigasti solo”, non sei mai stato solo, Silvano, e da oggi anche le banche sono con te. Sto baciando il mio bancomat in questo momento, ma non lo dite a nessuno! Grazie Virginia! Raggi di sole sul cinema!

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