Colpo di scena nella vicenda Autostrade. La spagnola Acs, guidata da Florentino Perez, avrebbe offerto 10 miliardi di euro per il 100%di Aspi. E’ quanto emerge da una lettera che sarebbe stata inviata ad Atlantia (holding che possiede l’88% di Aspi e che è controllata al 30% dalla famiglia Benetton) anticipata dal quotidiano britannico Financial Times. La proposta supera di circa un miliardo di euro quella avanzata da Cassa depositi e prestiti insieme ai fondi Blackstone e Macquaire.Subito dopo l’annuncio della nuova proposta Atlantia è scattata al rialzo in Borsa dove ora guadagna il 3,3%.

Due giorni fa Perez aveva ipotizzato la creazione di un grande gruppo europeo delle autostrade, Acs potrà contare a breve su circa 5 miliardi di euro liquidi derivanti dalla vendita della sua divisione industriale Cobra. Atlantia ed Acs sono socie nel controllo del gruppo iberico Abertis che gestisce molte tratte autostradali spagnole. Oggi Atlantia riunisce il suo Consiglio di amministrazione. Il Cda era in origine convocato per una valutazione della nuova offerta Cdp. Sull’offerta di Cdp i soci di Atlantia hanno palesato negli ultimi tempi posizioni variegate. Favorevoli Benetton e Fondazione Crt, contrari alcuni fondi tra cui il britannico Tci che ritiene congrua una valutazione di Aspi tra gli 11 e i 12 miliardi.

– “Come azionista di peso di Atlantia, accogliamo con favore l’offerta di Acs. L’offerta è ampiamente superiore all’offerta fatta da Cdp e dai suoi partner”. Così poco fa Jonathan Amouyal, partner del fondo Tci. “Il governo italiano dovrebbe permettere ad Aspi di essere venduta al più alto offerente senza alcuna interferenza politica – aggiunge – Ci aspettiamo che il cda di Atlantia agisca nel migliore interesse degli azionisti e si impegni subito, con indipendenza e professionalità ad esaminare l’offerta di Acs”.

Secondo l’agenzia di stampa Radiocor, l’offerta Acs sarebbe tra i 9 e i 10 miliardi di euro. Solo potenzialmente, dunque, più di quanto offerto da Cassa Depositi e Prestiti. Perez, d’altra parte, nella missiva sottolinea anche di essere disponibile e favorevole a considerare l’ingresso nella partita di altri investitori e tra questi cita proprio Cdp.

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