Un anno fa la chiamarono la strage silenziosa. Quasi il 37% degli ospiti delle Rsa morti erano stati colpiti dal coronavirus Sars Cov 2. Nel giro di poche settimane si moltiplicarono le inchieste. Oggi dalla Valle d’Aosta arriva la notizia che sono dieci le persone iscritte nel registro degli indagati nell’abito dell’inchiesta della procura di Aosta, aperta un anno fa, sui contagi e le morti per Covid-19 avvenute in alcune case di riposo nei primi mesi del 2020. Si tratta dei responsabili delle strutture per anziani e di due sanitari, che avevano visitato un paziente che poi era deceduto. Le ipotesi di reato a vario titolo sono l’omicidio colposo plurimo e l’epidemia colposa.

Le iscrizioni nel registro degli indagati sono avvenute nei giorni scorsi, prima il fascicolo era a carico di ignoti. L’indagine era partita dopo le morti sospette registrate nella casa di riposo Refuge Père Laurent, struttura privata di proprietà della diocesi di Aosta. Al 7 aprile 2020, rispetto all’inizio dell’emergenza sanitaria, su 122 ospiti risultavano 41 morti, di cui 18 positivi al coronavirus, 5 negativi e gli altri non sottoposti al tampone.

Gli inquirenti ipotizzavano una non corretta gestione dei degenti, a partire dall’impiego di dispositivi di protezione individuale, e la mancata adozione di misure idonee a prevenire il contagio. L’inchiesta si era quindi allargata alla gestione della pandemia in almeno altri sei luoghi di cura e assistenza, come case di riposo, microcomunità e struttura sanitarie, sia pubbliche sia private, con diversi sopralluoghi dei carabinieri del Nas. Da allora è proseguito il lavoro del pm Francesco Pizzato, con il procuratore capo Paolo Fortuna, sino ad arrivare all’iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone.

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