Prima sono stati i casi di Cremona, Monza e Como in un fine settimana in cui non partivano le convocazioni per i turni di vaccinazione. Poi è stata la volta di altri centri vaccinali, come Iseo, dove il 25 marzo – come raccontato da ilfattoquotidiano.it – il palazzetto adibito ad hub per le somministrazioni era rimasto semivuoto. In mezzo c’erano le promesse della Regione Lombardia, l’azzeramento dei vertici di Aria deciso dal presidente Attilio Fontana e dalla sua vice con delega alla sanità Letizia Moratti con le promesse di sottofondo del leader della Lega Matteo Salvini: “Se qualcuno ha sbagliato, ha rallentato o non ha capito, paga, viene licenziato e cambia mestiere, come accade in qualsiasi impresa privata”. Ma passano i giorni e i problemi della campagna di vaccinazione in Regione Lombardia restano tali e quali. Questa volta la storia, con lo stesso copione, è accaduta a Verano Brianza, dove per due giorni e mezzo è rimasto chiuso il centro per le vaccinazioni, da sabato pomeriggio all’intero lunedì. Il motivo? Non certo la carenza di vaccini. Piuttosto, ancora una volta, la mancanza dei nomi di chi doveva riceverli. “Facevamo dalle 400 alle 600 somministrazioni al giorno – spiega il sindaco del Comune brianzolo Massimiliano Chiolo – ma abbiamo dovuto chiudere le porte, perché dalla Regione non sono arrivate le liste con i pazienti da vaccinare. Sono senza parole”. E così oggi, mentre alla Fiera di Genova il commissario Francesco Paolo Figliuolo esortava a correre per aumentare i numeri dei vaccinati, in Brianza facevano i conti del tempo sprecato dopo due giorni e mezzo di stop. “Abbiamo perso un migliaio di potenziali vaccinati – racconta uno dei volontari che contribuiscono a far funzionare il centro – come faremo a recuperarle non lo so”.

La responsabilità dello stop, spiega ancora il sindaco, è “del sistema di prenotazione degli appuntamenti che non ha funzionato”. Il Policlinico di Monza in una nota evita le polemiche precisando che “a noi spetta il compito di somministrare vaccini in modo conforme ai protocolli in essere”. Ma intanto a 300 metri dal centro vaccinale la signora Giuseppina, 94 anni, ha dovuto attendere più di un mese e mezzo prima di ricevere l’sms che è arrivato soltanto oggi pomeriggio. “Una situazione incredibile – spiega il figlio Luigi – spero che si possa arrivare presto a una soluzione per tutta la fascia over 80 che ancora sta aspettando”. Martedì, se tutto va liscio, il centro dovrebbe riaprire. E anche la signora Giuseppina potrà finalmente avere la sua dose di vaccino.

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