La Liguria prova a recuperare posizioni nella ‘classifica’ nazionale dei vaccini effettuati in proporzione a quelli disponibili, che la vede da settimane agli ultimi posti, inaugurando un mega-hub in grado, a pieno regime, di inoculare 5mila vaccini al giorno. Al taglio del nastro di oggi, nello stesso padiglione della Fiera del Mare dove tradizionalmente si tiene il Salone Nautico, una sfilata di autorità locali e nazionali; in prima linea, con divisa mimetica e penna bianca sul berretto degli alpini, il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, che benedice l’iniziativa della Regione Liguria che vede coinvolto pubblico e privato, in una fusione che Figliuolo definisce “veramente una buona pratica, anche se ogni Regione è libera di usare i propri modelli, l’importante è raggiungere il numero di vaccini previsti, obiettivo per il quale sono disposto a qualunque cosa che rientri nella legalità”.

Fino a quando il numero dei vaccini sarà limitato, però, aprire un hub di queste dimensioni significa sacrificare i numeri delle dosi disponibili nei punti territoriali, sia effettuati in regime di convenzione dai medici di medicina generale, più vicini ai pazienti, sia nelle farmacie diffuse sul territorio secondo un’analoga sperimentazione che vede coinvolte a partire da oggi 52 farmacie che si sono organizzate per allestire punti vaccinali dove, per ora, opereranno medici in attesa di una norma annunciata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che inquadrerà la figura del farmacista-vaccinatore. Almeno fino a quando i vaccini saranno ‘contati’, quindi, si scontra in Liguria una visione di medicina territoriale e capillare con la centralizzazione e i relativi disagi per i cittadini fragili o anziani costretti a recarsi in luoghi inevitabilmente più affollati di quanto non possano essere i punti vaccinali sul territorio. “Il piano è quello di unire capillarità sul territorio e grandi hub nelle aree metropolitane – chiarisce in merito Figliuolo – una non esclude l’altra e bisogna lavorare parallelamente per arrivare al numero di vaccinazioni giornaliere che ci siamo prefissati”.

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