Dal monologo contro la violenza sulle donne a Sanremo alla biografia sullo stupro subito dalla madre. Rula Jebreal un anno dopo. Ecco uscire nelle librerie italiane Il cambiamento che meritiamo (Longanesi) dove la giornalista di origine israeliana ricorda l’episodio della violenza subita dalla propria madre, che quando Rula e sua sorella erano bambine si suicidò. “Mi sono sentita contaminata dalla violenza che aveva umiliato e poi ucciso mia madre, stuprata da piccola dal patrigno. Quando nacqui, mamma era terrorizzata. Disse “è femmina, ho messo al mondo un’altra vittima”. La sua era una ferita che ha la capacità di trascendere le generazioni”. Il libro è una sorta di manifesto per la lotta della parità di genere. Ed è la stessa autrice a sottolineare i grandi progressi di questa battaglia diventata da esclusiva del movimento femminista ad interiezionale: “Le donne si sono unite creando un ponte con tutti i marginalizzati, i neri afroamericani, i gruppi Lgbt, i movimenti giovanili ambientalisti… E l’obiettivo comune è costruire un cambiamento profondo”.

Jebreal puntualizza anche che durante la pandemia Covid19 è aumentata la violenza sulle donne dal 25% al 40%, tendenza nefasta che l’Onu ha definito “pandemia ombra”. Rula torna ancora sul suicidio della madre: “Come tutte le donne stuprate, era distrutta, con gravi problemi psicologici. Io, in anni di giornalismo e attivismo, ho incontrato tante donne abusate e tutte dicono: sono viva, respiro, ma dentro, sono morta. La mia mamma è stata stuprata due volte: dal mostro e dalla società che le ha negato la giustizia”. Infine un accenno alla situazione italiana dove la giornalista che lavorò con Michele Santoro ad AnnoZero ricorda che per fortuna la ministra Elena Bonetti ha messo al centro dell’agenda la parità di genere: “La pandemia ha aggravato gap salariale, esclusione sociale e violenza, ma la questione femminile non è un danno collaterale: è parte integrante dell’emergenza”.

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