Il 18 marzo di ogni anno verrà celebrata la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19. Lo ha deciso la commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama (riunita in sede deliberante per accelerare l’iter) con il via libera definitivo al disegno di legge, votato all’unanimità. L’approvazione è arrivata giusto in tempo per poter onorare per la prima volta la ricorrenza, fissata nella data in cui a Bergamo furono impiegati i mezzi militari per il trasporto delle salme. Per l’occasione, la Presidenza del Consiglio ha disposto l’esposizione a mezz’asta delle bandiere nazionale ed europea su tutti gli edifici pubblici del Paese. Un invito arrivato ai Comuni italiani anche dal presidente dell’Anci Antonio Decaro. “Testimoniare il nostro essere uniti, il nostro stare insieme come sindaci, senza distinzione di appartenenze geografiche o politiche, è un segnale importante di fiducia e di speranza da trasmettere alle nostre comunità ancora fortemente provate da questa triplice emergenza sanitaria, economica e sociale”, si legge nella lettera inviata ai colleghi. “Per questo vorrei chiedervi di condividere un gesto in comune“, cioè osservare “un minuto di silenzio” alle ore 11. In quegli stessi minuti il premier Mario Draghi è atteso a Bergamo per prendere parte alla commemorazione.

Il disegno di legge per istituire la Giornata nazionale è stato approvato all’unanimità dopo aver ottenuto il parere favorevole della commissione Bilancio su un emendamento ‘tecnico’, ultimo step prima dell’ok definitivo. Il passaggio alla sede deliberante era stato chiesto martedì alla conferenza dei capigruppo per ‘bypassare’ di fatto l’esame in Aula e accelerare le procedure di approvazione. Il provvedimento, frutto di due testi unificati (primi firmatari il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè e il senatore leghista Matteo Salvini), dopo il passaggio alla Camera era stato assegnato a Palazzo Madama il 28 luglio scorso, ma si era fermato a lungo per problemi tecnici. Poi il via libera in extremis.

Soddisfatti tutti i partiti: “Era un atto doveroso verso tutti gli italiani che hanno perso la vita per colpa di una pandemia che all’improvviso ha travolto tutto il mondo. Sono ferite ancora aperte che hanno bisogno della nostra cura: dobbiamo far sentire la vicinanza dello Stato e della comunità nazionale a tutti coloro che hanno perso un familiare”, si legge in una nota dei componenti M5s in commissione. “Per questo abbiamo anche approvato un ordine del giorno per impegnare il governo a istituire iniziative di solidarietà o risarcimenti in favore dei familiari del personale sanitario che ha perso la vita a causa del Covid o per lo stesso personale sanitario che abbia contratto il virus in servizio, in particolar modo per coloro che abbiano subito lesioni o infermità di tipo irreversibile”.

Il deputato Mulè scrive che “grazie al comune sentire dei partiti rappresentati in Parlamento, l’Italia ricorderà ogni anno chi non ce l’ha fatta nella ricorrenza di quell’immagine con i camion militari incolonnati sulle strade di Bergamo con i feretri. Sarà un giorno simbolico per il Paese – aggiunge – che attraverserà i confini del tempo e della memoria“. Nel campo del Pd, i senatori delle commissioni Affari costituzionali e Sanità Valeria Valente, Stefano Collina, Paola Boldrini e Vanna Iori scrivono che “proclamare il 18 marzo Giornata Nazionale in memoria delle vittime del Covid è un atto doveroso: abbiamo tutti negli occhi e nel cuore l’immagine straziante delle salme che lasciano Bergamo sui mezzi dell’Esercito. Un momento dolorosissimo che oggi, a distanza di un anno, quando ci troviamo nel bel mezzo della battaglia, deve essere un monito per continuare a lottare e a sperare”.

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