di Raffaele Garbellano

La sospensione “in via precauzionale” dei vaccini di AstraZeneca pone una questione fondamentale nella gestione della cosa pubblica: la trasparenza. L’impatto che la faccenda in ogni caso potrà avere sulla campagna vaccinale è troppo forte e non può essere risolto con semplici slogan paternalistici di politici o di giornalisti, che suonano più o meno così: “bisogna avere fede nella scienza”. Cioè un ossimoro.

Proprio perché si tratta di scienza non si può prescindere da un elemento fondamentale, ovvero la trasparenza dei dati. Gli interessi economici in gioco sono altissimi. Il cittadino deve essere protetto da chi è preposto a proteggerlo: la politica.

La scelta di sospendere per qualche giorno la vaccinazione credo sia una buona notizia dal punto di vista dell’attenzione alla salute e del principio di precauzione. Ma qualunque sia l’esito delle valutazioni tecniche chi ha la responsabilità politica deve rassicurare le persone con dati trasparenti, comunque la si veda: per una questione etica e per efficacia della campagna stessa.

Se estendiamo la riflessione, la trasparenza è opportuna sempre, ma diventa necessaria in una condizione di “democrazia dall’alto” come quella che stiamo vivendo. Sarebbe opportuna e necessaria per esempio una trasparenza sulle scelte organizzative, come la sostituzione delle persone nelle strutture emergenziali.

Sono dovute a motivi tecnici o di merito? Risultati non raggiunti? O si tratta di solite manovre politicanti? Speriamo proprio di no. Altrimenti sarebbe improprio, “troppo basso” per un Governo di altissimo profilo.

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