I legami tra la politica e il business del gioco d’azzardo tornano a scuotere l’Austra: il ministro delle Finanze Gernot Blümel, braccio destro del cancelliere Sebastian Kurz, è indagato nell’ambito di un’inchiesta per corruzione che vede coinvolta la Novomatic, azienda austriaca leader del settore del gioco d’azzardo e delle slot machine. Il ministro conservatore ha confermato che la sua abitazione è stata perquisita, ma ha negato che il suo partito, l’Övp, lo stesso del cancelliere Kurz, abbia mai ricevuto donazioni dalla Novomatic. La procura anticorruzione austriaca però ha in mano un messaggio che Blümel ricevette nel 2017 dall’allora amministratore delegato di Novomatic, Harald Neumann. Una richiesta di fissare un appuntamento con l’allora ministro degli Esteri e ora cancelliere Kurz per discutere di due cose: in primo luogo, una “donazione“, in secondo luogo, un “problema in Italia“.

Secondo la procura, quindi, il top manager dell’azienda ha offerto una donazione al partito per assicurarsi un aiuto nel risolvere le controversie italiane. “Farà di tutto per chiarire velocemente questa cosa e confutare le false accuse“, ha affermato Bluemel. Neumann, che lo scorso anno ha lasciato l’incarico di amministratore delegato, attraverso un suo avvocato ha affermato di “non avere mai promesso, offerto o indicato possibili donazioni” all’Övp in relazione alla vicenda. I partiti dell’opposizione hanno chiesto le immediate dimissioni di Bluemel, ma anche per il cancelliere Kurz la situazione è quanto mai delicata. “Parti di questo governo stanno sprofondando nella palude della corruzione”, ha twittato la leader della Spö, Pamela Rendi-Wagner.

La Novomatic, fondata dal miliardario Johann Graf nel 1980 e tra le aziende leader del settore del gioco d’azzardo, non è nuova a scandali e intrecci con la politica austriaca. L’ex leader del partito di estrema destra Fpoe, Heinz-Christian Strache, vice-cancelliere all’epoca del primo governo Kurz, è stato coinvolto nello scandalo Ibiza-gate. Ma un secondo filone d’inchiesta si era concentrato su un altro aspetto: l’accusa è che il partito di estrema destra abbia promesso alla Novomatic delle modifiche alla legge che regolamenta le licenze per l’uso delle slot machine al di fuori dei casinò.

“Novomatic zahlt alle”. La Novomatic paga tutto, diceva Strache durante la conversazione in una villa di Ibiza con quella che credeva essere la nipote di un’oligarca russo. Era il luglio 2017. Lo stesso periodo a cui risalgono i messaggi tra Neumann e Blümel. Li riporta il quotidiano austriaco Der Standard: “Buongiorno, ho una richiesta: mi serve un breve appuntamento con Kurz”, scrive l’ad di Novomatic il 10 luglio 2017. Oggetto dell’appuntamento sarebbero una donazione e “un problema in Italia”. Blümel si muove e tira in ballo Thomas Schmid, allora capo di gabinetto e segretario generale del ministero delle Finanze. Secondo la procura austriaca, scrive Der Standard, Blümel informa Kurz dell’offerta, ma non risulta alcuna prova che indichi azioni del futuro cancelliere per aiutare Novomatic.

La procura ha in mano altri messaggi, successivi, tra Neumann e Schmid, che però secondo chi indaga non era a conoscenza dell’offerta di una donazione. Parlano proprio di questi “problemi in Italia”. Da un lato vengono citate difficoltà normative, ma la questione principale sono i milioni di tasse arretrate che Novomatic dovrebbe pagare. Nei messaggi la cifra di cui parlano i due è 40 milioni, rivela sempre Der Standard. In Italia il primo ministro è Paolo Gentiloni, al Mef c’è Pier Carlo Padoan: in quei mesi si discute del riordino della legge sul gaming, a settembre arriva il via libera delle Regioni alla riduzione del numero di slot machine presenti in Italia. Neumann però è preoccupato soprattutto per la tassazione in Italia. Nel comunicato stampa sul report annuale 2018, Novomatic conferma un “aumento delle tasse sul gioco a cui il Gruppo ha dovuto far fronte nell’ultimo anno e mezzo”, sottolineando però di essere riuscita comunque ad aumentare il fatturato, passato dai 371,7 milioni di euro del 2017 a 401,1 milioni. Per la procura di Vienna, Kurz non ha agito. Ma le indagini proseguono, anche per capire se e come la Novomatic sia riuscito a ottenere dei vantaggi.

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