Stellantis ingrana la prima. Nasce oggi 16 gennaio il gruppo quarto automobilistico del mondo grazie alla fusione fra Fca (Fiat-Chrysler) e Psa (Peugeot-Citroen). La casa automobilistica avrà 400mila dipendenti, 14 marchi e un fatturato che sfiora i 200 miliardi grazie a 8,7 milioni di auto vendute. Per dimensione seguirà a ruota Gm, Volkswagen e l’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi. Sarà quotata a Milano e Parigi a partire dal 18 gennaio e a New York dalla giornata successiva. Avrà sede in Olanda e sarà presieduta da John Elkann, mentre la guida verrà affidata all’amministratore delegato di Psa, Carlos Tavares. Al numero uno di Fca, Mike Manley, andrà invece il compito di gestire le attività statunitensi della casa automobilistica.

La cassaforte della famiglia Agnelli, Exor, resterà il primo socio di Stellantis con il 14,4%, seguita a ruota dalla famiglia Peugeot (7,2%), dallo Stato francese (6,2%) e dai cinesi di Dongfeng con il 5,6 per cento. Nella gestione del nuovo gruppo sarà quindi particolarmente rilevante l’armonia fra i soci. Con Elkann che ha già messo le mani avanti sul ruolo di Exor. “Vogliamo avere un ruolo di primo piano nel prossimo decennio, che ridefinirà la mobilità, proprio come hanno fatto i nostri padri fondatori con grande energia negli anni pionieristici. Il prossimo decennio ridefinirà la mobilità. Noi intendiamo svolgere un ruolo determinante nella costruzione di questo nuovo futuro, ed è stata quest’ ambizione a unirci”, ha dichiarato in occasione dell’assemblea di Exor. Difficile dire oggi come questo ruolo sarà svolto nella nuova dimensione geografica di Stellantis. Per saperlo bisognerà attendere il piano industriale che Tavares dovrebbe presentare nel giro di qualche mese. Certamente prima dell’estate. Sarà allora che si capirà quale sarà il futuro delle cinque fabbriche italiane (Mirafiori, Melfi, Pomigliano, Cassino, Grugliasco) del gruppo.

Intanto l’operazione di fusione ha già incassato il giudizio positivo della società di rating Standard & Poor’s che ha migliorato la raccomandazione su Fca a BBB- con outlook stabile. “Riteniamo che il nuovo gruppo beneficerà dell’aumento dimensionale, della diversificazione geografica e industriale, nonché di una struttura di capitale più solida, con un una posizione di cassa netta superiore ai 10 miliardi al momento del closing e con una solida prospettiva di generazione di cassa”, scrivono gli esperti dell’agenzia di rating in un report dell’8 gennaio. Stellantis “avrà un bilancio solido, buone prospettive di cash flow e un ampio cuscinetto di liquidità” spiegano gli analisti, convinti che la società sarà in grado di distribuire dividendi già dal 2021. “Stellantis entrerà nel novero dei più grandi produttori in termini di volume dopo Toyota e Volkswagen (non consideriamo Renault-Nissan-Mitsubishi come un’unica realtà) – proseguono da S&P’s – Riteniamo che la nuova dimensione sarà un vantaggio chiave per la monetizzazione di massicci investimenti in elettrificazione, digitalizzazione e nuove tecnologie per lo sviluppo di vetture a guida autonoma“. Ma, secondo gli esperti, i vantaggi dell’aggregazione si vedranno pienamente solo quando i brand del gruppo convergeranno su poche piattaforme. Fatto che non promette niente di buono per l’occupazione nei vari impianti dei due gruppi distribuiti in giro per il mondo.

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