I suoi avvocati avevano chiesto la sospensione della sua esecuzione, perché l’iniezione letale gli avrebbe causato un dolore atroce a causa dei danni ai polmoni riportati per il Covid-19. Ma Cory Johnson, 52 anni, malato di Sars-Cov-2, è stato giustiziato nella notte nel carcere federale di Terre Haute, Indiana. Lo stesso penitenziario dove due giorni fa è stata eseguita la condanna a morte di Lisa Montgomery, inizialmente sospesa, e dove nelle prossime ore verrà ucciso dallo Stato anche Dustin Higgs, anche lui positivo al coronavirus. Proprio a causa del Covid un tribunale aveva sospeso l’esecuzione di Johnson e Higgs, ma una corte d’appello federale ha revocato lo stop mercoledì e la Corte Suprema ha dato il via libera alle due esecuzioni federali. Le ultime due dell’amministrazione Trump, che ha voluto riprenderle dopo 15 anni.

Johnson, afroamericano membro di una gang responsabile di 10 omicidi nel 1992 nello Stato della Virginia, è stato dichiarato morto alle 23:34. È stato implicato in una delle peggiori esplosioni di violenza di gruppo che Richmond avesse mai visto, con 11 persone uccise in un periodo di 45 giorni. Lui e altri due membri della banda di Newtowne sono stati condannati a morte ai sensi di una legge federale che prende di mira i trafficanti di droga su larga scala. Nella loro petizione di clemenza, gli avvocati di Johnson avevano chiesto al presidente Donald Trump di commutare la sua condanna a morte in ergastolo. I legali hanno descritto un’infanzia traumatica in cui è stato abusato fisicamente dalla madre tossicodipendente e dai suoi fidanzati, e abbandonato all’età di 13 anni.

Hanno citato numerosi test del QI dell’infanzia scoperti dopo la sua condanna che lo collocavano nella categoria dei disabili mentali e dicevano che i test durante il suo periodo in prigione dimostravano che poteva leggere e scrivere solo a livello di scuola elementare. In una dichiarazione, gli avvocati di Johnson hanno affermato che il governo ha giustiziato una persona “con disabilità intellettiva, in grave violazione della Costituzione e della legge federale” e hanno negato con veemenza che avesse la capacità mentale di essere un cosiddetto boss della droga. I pubblici ministeri, tuttavia, hanno affermato che Johnson non ha dimostrato di essere mentalmente disabile.

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