Lo Unwto (United Nation World Tourism Organization) parla di un crollo mondiale del turismo del 70%. La domanda principale è come affrontare questa crisi. Lo Iata (International Aviation) stima che si tornerà, in termini di voli e turismo ad esso legati, all’epoca pre-Covid entro il 2024. Una stima rivedibile ma che, se aggiungiamo il tema sanitario a quello economico scatenato dalla crisi (per dirla semplice niente soldi poche vacanze, ricordate il 2009) definire una data precisa è ancora un atto quasi di fede.

Come Italia abbiamo un patrimonio che ci invidia il mondo e, cosa importante, un patrimonio che attira clienti/turisti che spendono. Bene inteso il turista mordi e fuggi che ti atterra nell’aeroporto lontanuccio così risparmia quei 5 euro fa sempre bene, ma il turista che arriva qui e spende una settimana per immergersi nell’Italian way, decisamente piace di più.

È su questo che dovremmo puntare, soprattutto come crescita di tutte quelle realtà che, pur se geograficamente e tecnologicamente più lontane dai grandi centri urbani, sempre più negli ultimi anni (2020 escluso ovvio) sono divenuti un’esperienza che all’estero è molto richiesta. Resta da capire come molte piccole realtà di qualità possono promuoversi presso gli operatori esteri (agenzie di viaggio, pr, butler di famiglie nobili).

“La domanda di italianità è cresciuta molto, come piattaforma online di turismo abbiamo rilevato una crescente domanda di esperienze, soprattutto da grandi network, clienti ricchi per semplificare” mi spiega Alessandro Mancini Ceo di Connect2Italy. La sfida adesso è accrescere la proiezione turistica.

Le fiere del turismo B2b, come il Itb di Berlino o il Bit di Milano, nel 2020 non hanno avuto luogo (il che impatta il turismo 2021). Non è sicuro che le fiere avranno luogo nel 2021. Tuttavia il sistema turistico non può limitarsi a dipendere dalle fiere di settore. È plausibile utilizzare questi mesi di ferma obbligata per investire nelle proprie risorse: aggiornando l’offerta, ristrutturando, investendo su e-commerce digitali etc. Lo conferma un Four Season di Milano che ha di recente annunciato una temporanea chiusura per aggiornare i suoi servizi e offerta.

L’opportunità digitale è un fenomeno che molti retailer hanno valorizzato in questi mesi. Per quanto di solito si faccia riferimento ai siti b2c (per utenti/consumatori) molte sono le soluzioni digitali con cui le aziende di servizi come il turismo, possono trovare clienti on line.

“Molte strutture stanno approfittando di questa pausa per partecipare con nuovi stili di promozione. Con le fiere cancellate i siti di e-commerce b2b (per soli operatori del settore nda) sono un’ottima soluzione per trovare clienti risparmiando le costose fiere di settore, che al momento sono bloccate”, mi spiega il co-founder di Connect2Italy.

Lo scenario turistico italiano nel 2021 è stimato in crescita, seppur con numeri in lenta evoluzione. Se consideriamo sia l’incoming straniero che la domanda interna “l’esperienza Italia” come confermato da Mancini, sarà la prima a riprendersi.

Alessandro Mancini ed i suoi hanno creato una sorta di Club che raccoglie il mondo in una piattaforma online, all’interno vi sono i buyers interessati a comprare esperienze e luoghi made in Italy, senza muoversi dalla propria scrivania.

Ovviamente molto sta alla scelta dei singoli albergatori, ristoratori e altre realtà legate al mondo esperienziale turistico italiano, di affrontare una scelta di modernizzazione sia digitale che in termini di proposizione commerciale, mirando ad una sempre maggior autenticità e qualità dell’offerta turistica.

Se consideriamo che l’Enit aveva pianificato una crescita superiore ai 18 miliardi, generate dal turismo estero verso l’Italia, per il 2020, si comprende come le premesse economiche e di interesse siano presenti. Ovviamente non sarà facile, ma siamo in Italia: qui di facile non c’è mai nulla. Ma come italiani ci siamo abituati nel tempo ad affrontare ogni sfida.

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