“L’Eurogruppo prende nota della valutazione della Commissione secondo cui per gli Stati che già prima del Covid avevano livelli di debito elevati e sfide per la sostenibilità, è importante che preservino la sostenibilità a medio termine quando prendono misure di sostegno”: così i ministri dell’economia nelle conclusioni dell’Eurogruppo. Traduzione, l’Italia deve fare attenzione. Entrata nella crisi pandemica con un debito pubblico sopra l 130% del Pil, Roma viaggia ora su valori vicini al 160%. Più che altro, va detto, a causa della forte contrazione del prodotto interno lordo che fa esplodere il rapporto. I debiti pubblici sono in crescita ovunque ma l’Italia partiva già in svantaggio.

L’elemento positivo sono gli interessi che il paese paga su questo debito da oltre 2mila miliardi di euro, rappresentati per circa il 90% da titoli di Stato come Bot e Btp. Dagli oltre 70 miliardi di euro l’anno si è scesi intorno ai 50 miliardi: è il balsamo che viene da Francoforte. La Bce ha ormai quasi monopolizzato il mercato dei titoli di stato dei paesi euro. Detto brutalmente, li compra tutti lei. Spingendo così verso il basso, o addirittura in negativo, gli interessi (non) pagati. “Gli Stati membri devono continuare a sostenere l’economia e la ripresa”, continua l’Eurogruppo, ma “quando la situazione epidemiologica ed economica lo consentirà dovrebbero abbandonare le misure d’emergenza, affrontando le conseguenze sociali”, e “perseguire politiche fiscali prudenti nel medio termine, assicurando la sostenibilità del debito e gli investimenti allo stesso tempo”.

“Siamo ancora in un momento in cui tutti gli Stati, anche quelli con debito alto, devono mantenere politiche di sostegno all’economia. Certo non vuol dire che il problema del debito alto non c’è, ma non si devono fermare le politiche di sostegno”, ha detto il commissario all’economia Paolo Gentiloni al termine dell’Eurogruppo. In realtà è molto difficile stabilire quando un debito pubblico sia eccessivo. Nella storia si danno casi di default con debiti al 30% del Pil come di paesi che gestiscono con relativa facilità debiti di oltre il 200%. Più che l’ammontare è la tendenza che deve essere osservata con attenzione. Se la crescita del debito supera regolarmente l’incremento del Pil sommato all’inflazione la situazione diventa preoccupante.

“Dobbiamo monitorare il percorso del debito pubblico, è vero che gli Stati emergeranno dalla crisi con deficit e debiti alti e questo deve essere affrontato”, questa la posizione, espressa nella mattinata dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. “Anche nelle opinioni sui documenti programmatici di bilancio abbiamo enfatizzato che è importante dare sostegno all’economia ma deve essere temporaneo e mirato, non deve diventare permanente, e nel caso di diversi Stati, come Francia, Italia, Slovenia e Lituania, sappiamo che alcune delle misure non sono temporanee o compensate”, ha detto Dombrovskis.

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