A oltre cinque settimane dalle contestatissime elezioni americane, il Collegio elettorale si riunisce oggi per eleggere Joe Biden 46esimo presidente degli Stati Uniti, mentre Donald Trump continua a ripetere il refrain dei brogli, nonostante anche la Corte Suprema abbia spazzato via le ultime speranze di ribaltare il responso delle urne. Rigettati anche tutti i ricorsi promossi dallo staff repubblicano negli swing states, strategia ribadita senza soluzione di continuità ma con insistenza e senza prove nelle ultime settimane. “L’America rischia di avere un presidente illegittimo. Ma la battaglia non è ancora finita”, ripete il tycoon, incitando i suoi sostenitori a protestare contro il “furto” elettorale. In molte città americane si sono registrati scontri e violenze, incluso nella capitale Washington, a due passi dalla Casa Bianca, dove ci sono stati feriti ed arresti. Le forze di polizia in molti casi a fatica sono riusciti a riportare l’ordine quando sono venuti a contatto militanti di estrema destra infiltratisi tra i manifestanti pro-Trump e esponenti del gruppo Antifa. Diversi gli accoltellamenti, mentre a Olympia, capitale dello stato di Washington, sono stati esplosi anche degli spari con un ferito e una persona arrestata.

Come funziona il Collegio elettoraleÈ composto complessivamente da 538 Grandi elettori. La soglia per conquistare la Casa Bianca è a 270: a Biden ne sono andati 306, a Trump 232. Sebbene la costituzione americana contempli il caso degli ‘elettori infedeli’, visto il margine del vantaggio di Biden è difficile pensare a sorprese inattese. Anche perché i grandi elettori dei vari stati Usa sono scelti dai candidati o dai loro partiti: tra i nomi più illustri in questa tornata quello di Bill e Hillary Clinton nello stato di New York e quello di Stacey Abrams in Georgia. Nel campo di Trump spicca quello della governatrice del South Dakota Kristi Noem, possibile candidata repubblicana nel 2024.

Le prossime tappe – I voti espressi in ogni stato una volta contati saranno quindi certificati e trasmessi immediatamente al presidente del Senato, il vicepresidente Usa Mike Pence. Mentre le schede dovranno arrivare fisicamente a Washington entro il 23 gennaio. Il conteggio ufficiale con la proclamazione del nuovo presidente e del nuovo vicepresidente lo farà in seduta plenaria il nuovo Congresso il 6 gennaio, tre giorni dopo essersi insediato. A quel punto tutto sarà pronto per l’Inauguration Day del 20 gennaio, quando Joe Biden e Kamala Harris giureranno e si insedieranno alla Casa Bianca.

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