Non ho dubbi: dev’essere la solita libera interpretazione dei media. Sicuramente da una mezza parola si è tutto trasformato in una notizia: si andrà a scuola fino a fine giugno. Qualche giornale ha parlato di “ipotesi” allo studio del ministero; qualcun altro ha detto che è un’idea che ha in testa la ministra. Non ci credo.

Lucia Azzolina è donna di scuola, è un’ex insegnante, una futura dirigente scolastica e sa meglio di me che a giugno è praticamente impossibile fare lezione. La ministra sicuramente ha presente le nostre scuole: molte sono state costruite nei primi anni del secolo scorso; altre sono in antichi palazzi. Nessuna (io non ne ho mai vista una) ha un condizionatore o una pala elettrica.

A fine maggio nelle scuole della pianura Padana si inizia ad aprire invano porte e finestre per far passare un filo d’aria inesistente. I primi di giugno, è più il tempo che si trascorre fuori in cortile o in giardino che quello in aula. La ministra Azzolina, siciliana d’origine, sa più di me come nella sua terra a maggio/giugno si sfiorino già i quaranta gradi. Impossibile che abbia pensato di fare lezione con quelle temperature.

Non solo. La ministra da tempo lotta contro le classi pollaio pertanto sa bene che oltre a non avere condizionatori e pale, si sta in aule strette in troppi: una sorta di stalla più che una classe! Son troppo sicuro che quest’idea di fare lezione a giugno sia una fake news perché la ministra (che io stimo veramente e lei lo sa) conosce i bambini, i ragazzi.

Non è una accademica prestata alla politica. Non è una sindacalista che diventa capo degli uffici di viale Trastevere. E’ una giovane donna che ha passato parte della sua vita in classe e sa più di me che i bambini a fine maggio sono stanchi, affaticati e sono richiamati dal bel tempo. Il loro sguardo è inevitabilmente rivolto fuori dalla finestra. Altro non fanno che chiedere al maestro: “Usciamo?”.

Non è più il tempo di fare scuola: quello che si doveva fare si è già fatto.

Quella decina di giorni di giugno sono “propedeutici” alle vacanze. Anzi io li toglierei proprio: concluderei le lezioni a fine maggio, chiaramente lasciando alle Regioni l’autonomia perché l’Italia è così lunga da avere più fasce climatiche di cui tener conto.

Resta una certezza: anche quest’anno finiremo scuola i primi di giugno.
Son sicuro che la ministra non abbia alcuna intenzione di ricevere migliaia di lettere, mail dall’esercito degli insegnanti.

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