Mick Schumacher ha vinto il mondiale di Formula 2. Il 21enne figlio dell’ex ferrarista Michael riporta uno Schumacher nell’albo d’oro di una competizione iridata sedici anni dopo l’ultima volta. Lo ha fatto in Bahrain, nell’ultima gara di un campionato condizionato dall’emergenza Covid-19. Il giovane tedesco ha avuto la meglio sull’altro pilota della Ferrari Driver Academy, il britannico Ilott, e sul russo Mazepin, futuro compagno di squadra in Formula 1. Rispetto ai rivali Schumi Junior è stato più solido e continuo – nonostante l’interruzione di due mesi – nell’arco di tutta la stagione, andando a prendersi la leadership della classifica dopo le due vittorie ottenute a Sochi e a Monza. Insomma, da Michael a Mick, l’abitudine rimane sempre la stessa in casa Schumacher: vincere. Per ora si tratta della serie cadetta dell’automobilismo, ma le basi per costruire qualcosa di grande anche nella massima categoria ci sono tutte.

Nato il 22 marzo 1999 a Vufflens-le-Chateau – un piccolo comune svizzero di circa mille abitanti – Mick Schumacher è cresciuto letteralmente nel paddock della Formula 1. In particolare in quello della Ferrari. Messo sui kart all’età di nove anni, Mick dà subito prova di aver ereditato le doti e la passione paterna. Un fardello pesante da portare sulle spalle, soprattutto per un bambino. È per questo motivo che le prime corse vengono gareggiare con il cognome Betsch, quello della madre. Nel 2014, a 15 anni, il nome da corsa diventa invece Mick Junior. In quell’anno riesce a chiudere al secondo posto nel Junior Kart a livello nazionale, europeo e mondiale. Non c’è più soltanto il nome ad attirare curiosità. Adesso ci sono anche i risultati.

L’anno seguente Mick esordisce su una monoposto di Formula 4, dove centra le prime vittorie. La Prema decide di puntare su di lui. Nel 2018 vince il titolo europeo di Formula 3, conquistando il primo successo sul circuito belga di Spa. Il passaggio in Formula 2 avviene l’anno seguente. L’ambientamento non è facile. Vince appena una gara in Ungheria e termina dodicesimo in classifica. Durante il 2019 avviene anche un altro passaggio importante per la sua carriera, quello alla Ferrari Driver Academy. Cambiamenti e delusioni che hanno però giocato un ruolo decisivo nella consacrazione di questa stagione.

Adesso per Mick Schumacher si aprono le porte della Formula 1. Pochi giorni fa la Haas ha ufficializzato il suo ingaggio per la stagione 2021. Lui e Mazepin andranno a sostituire Romain Grosjean e Kevin Magnussen. Dopo nove anni dall’ultima volta (GP del Brasile 2012) sulla griglia di partenza del mondiale ci sarà un altro Schumacher. Una promozione che era nell’aria da tempo. Almeno da ottobre, quando l’Alfa Romeo Racing lo aveva convocato per le prime prove libere del GP dell’Eifel sul circuito del Nurburgring (poi annullate a causa delle condizioni meteo). Un talento su cui la Ferrari non ha alcuna intenzione di togliere gli occhi di dosso. La Haas, infatti, collabora attivamente con il Cavallino. Quello con la scuderia statunitense potrebbe essere il trampolino di lancio per l’apertura ufficiale delle porte di Maranello. Per rivedere uno Schumacher indossare una tuta rossa. Una cosa che manca dal 2006.

Twitter: @giacomocorsetti

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