Una persona è morta in un incendio sviluppato nelle prime ore di sabato 5 dicembre nella sede della ‘Tenda di San Camillo’, comunità di recupero per tossicodipendenti e per malati di Aids di Riposto, nel Catanese. Un rogo che gli investigatori ritengono di natura dolosa. Le fiamme sono divampate verso le 5 e si sono propagate nella struttura. All’interno della comunità di recupero c’erano sei ospiti, tutti rimasti illesi. Non è riuscito a fuggire, invece, l’anziano responsabile della struttura, frate Leonardo Grasso di 78 anni, che è morto tra le fiamme. Secondo quanto si è appreso, i carabinieri della compagnia di Giarre hanno bloccato e identificato il presunto autore. Il sospettato si era allontanato da Riposto con l’auto delle vittima ed era ospite della struttura. La sua posizione ora è al vaglio della Procura distrettuale di Catania.

La vittima del rogo, fra Leonardo, aveva preso i voti a 50 anni con la volontà di dedicare la vita ai sofferenti. La decisione era arrivata dopo la morte di entrambi i genitori, deceduti a sei giorni di distanza l’uno dall’altro. Così, da agente di commercio con un’attività avviata e una vita mondana, aveva scelto di diventare un frate camilliano. In un’intervista del 2014 alla trasmissione Rai‘La vita in diretta’, Grasso aveva detto di essere felice nell’operare a fianco dei sofferenti e dei bisognosi, senza rimpianti per una vita di divertimenti che lo aveva lasciato vuoto, carico di domande a cui non riusciva a dare risposta. Per questo amava ricordare come la sua vita somigliasse alla parabola dello stesso san Camillo, che dopo una giovinezza “scapestrata” aveva dedicato tutto se stesso ad aiutare gli altri.

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