La maggioranza torna a discutere e a dividersi sul Mes. C’è il tema della riforma del Meccanismo europeo di stabilità, che ieri ha portato a un muro contro muro tra Pd-Iv da un lato e il M5s dall’altro. E poi ci sono i 37 miliardi di prestiti che l’Italia potrebbe ottenere per la sanità, attivando la linea di credito creata ad hoc per la pandemia. A ritirare fuori l’argomento è il ministro della Salute, Roberto Speranza, che oggi ha parlato di un piano presentato al Parlamento per riprogrammare il modello di spesa sanitaria e chiudere con la stagione dei tagli, da finanziare “con tutte le leve di cui disponiamo”. Quindi, ha sottolineato, “con il Bilancio dello Stato, il Recovery fund e il Mes, che per me è uno strumento a cui bisogna guardare con assoluta serenità“. A stretto giro è arrivata la risposta del premier Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa da Palma di Maiorca: “Comprendo che il ministro della Salute possa auspicare nuove risorse, il problema non è nello strumento ma nelle risorse. Già nella legge di bilancio ci sono cospicue risorse, nel Recovery Plan ci saranno cospicue risorse per il sistema sanitario. C’è un piano di rafforzamento della sanità, faremo in modo che le risorse siano adeguate“.

Le dichiarazioni di Speranza però sono in linea con quanto affermato ieri dal vicesegretario Pd Andrea Orlando, secondo cui lo strumento Mes “va assolutamente preso in considerazione ed utilizzato”. Italia Viva sta facendo asse con i dem per continuare a premere in questa direzione e dall’opposizione c’è anche Forza Italia che sarebbe favorevole al prestito da 37 miliardi. Il M5s invece resta contrario: se la richiesta fosse presentata in Parlamento , la maggioranza rischierebbe di spaccarsi. Il presidente del Consiglio per questo coninua a mediare e tenere la prua dritta guardando alle risorse del Recovery fund.

Speranza, parlando all’incontro online ‘La sanità futura tra innovazione e ricerca’, ha ribadito che bisogna “trasformare questa crisi in opportunità. Il Covid ci dà una lezione, che è quella di investire di più sul Sistema sanitario nazionale”. E’ necessario quindi, per il ministro, “riprogrammare il modello di spesa sanitaria”. L’altro grande nodo è il territorio: “La parola chiave è prossimità“. A tal fine nel decreto Rilancio sono state stanziate “risorse per l’assistenza domiciliare, facendola salire dal 4% di copertura al 6,7%. Il mio obiettivo nel piano costruito è di arrivare a oltre il 10%. Ora c’è una congiuntura interessante – ha concluso Speranza – perché possiamo riprogrammare la riforma del Ssn avendo più risorse a disposizione“.

Il Mes però continua a dividere, sia pensando al presente e alla pandemia, sia nella discussione su come sarà in futuro. Il vertice dei ministri dell’Economia dell’Ue (Ecofin) il 30 novembre dovrebbe dare il via libera finale, preliminare alla firma formale del trattato in programma il 27 gennaio, alla discussa riforma. In Italia la polemica politica si è incentrata tutta sulla riforma delle “clausole di azione collettiva” (Cacs) negli eventuali casi di ristrutturazione del debito sovrano di uno Stato membro. Ieri Pd e Italia Viva hanno espresso la loro posizione favorevole alla riforma, mentre il M5s ha chiesto il coinvolgimento del Parlamento. Il punto di caduta è che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri riferirà nei prossimi giorni alle commissioni parlamentari competenti, Finanze e Affari europei.

E proprio su questo punto si è consumata un’altra polemica, questa volta tra maggioranza e opposizione. La Lega infatti ha abbandonato la capigruppo del Senato mentre si discuteva sul Mes e sulla presenza del ministro Gualtieri. Il resto del centrodestra è rimasto alla riunione. La maggioranza ha deciso che il luogo per l’intervento del titolare del Mef sono appunto le commissioni. Il centrodestra, invece, chiedeva che il confronto avvenisse in Aula. Intanto, in vista del consiglio Ue del 10 e 11 dicembre, per il 9 sono già previste le comunicazioni in Senato del presidente del Consiglio Conte, con voto. “Come Italia vogliamo recitare un ruolo da protagonista nel processo di riforma del Mes. Vogliamo rafforzare la propensione di tutto il sistema perché ci sia una mutualità nel debito comune europeo“, ha intanto ribadito Conte da Palma di Maiorca.

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