Il Codice Rosso, diventato legge circa un anno fa, “non è la panacea”. È sì un “tassello fondamentale importantissimo che riguarda il momento in cui la violenza è già avvenuta” ma “non basta”. Sono queste le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenuto con un video-messaggio alla presentazione del rapporto “Un anno di Codice Rosso”, con il ministro Alfonso Bonafede, dove sono stati divulgati alcuni dati sul provvedimento. “Alcuni dati mostrano che qualcosa comincia a funzionare meglio che in passato ma siamo consapevoli che il Codice Rosso non è una panacea – specifica il premier- I dati sui femminicidi ci dicono che il percorso da fare è ancora lungo“. Gli interventi, sottolinea “richiedono tempo” e “un approccio sinergico” oltre alla consapevolezza che “la strada per invertire darà i suoi frutti nel tempo ed è questa la strada che come governo, insieme ai ministri, ci impegniamo a percorrere”.

“In passato le donne che avevano trovato la forza di denunciare il loro carnefice rimanevano inascoltate, precipitavano in un abisso ancora più profondo e noi abbiamo voluto offrire alle vittime di violenze fisiche ma anche psicologiche la certezza di un aiuto, che le mani verranno afferrate, che ci sarà chi in tempi brevi si occuperà di loro – aggiunge Conte – e oggi a un anno dall’entrata in vigore del Codice Rosso e alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione delle violenza sulle donne è tempo di tracciare un primo bilancio della sua efficacia”.

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