In Italia nelle ultime 24 ore sono morte 630 persone che avevano il coronavirus: i decessi da inizio pandemia superano quota 50mila (50.453). I nuovi casi invece sono 22.930 con 148.945 tamponi processati: per trovare un numero di contagi così basso di lunedì bisogna tornare a tre settimane fa, quando furono 22.253. Rispetto a domenica ci sono 5.407 positivi accertati in meno, con però anche 40mila test in meno effettuati. L’incidenza dei positivi sul numero dei tamponi resta stabile al 15,4% (ieri al 15,3), mentre il rapporto tra contagi e casi testati sale dal 28,4% al 29,45%. Il confronto con lunedì scorso mostra nuovamente come il ritmo di crescita della curva epidemica sia rallentato: il 16 novembre i nuovi casi erano 27mila, il rapporto positivi/tamponi al 17,9% e quello sui casi testati al 30,7%. Oggi il bollettino del ministero della Salute segnala anche 31.395 guariti (record) che fanno scendere nuovamente sotto quota 800mila (796.849) gli attualmente positivi in Italia.

Tra le persone che hanno il Covid, 34.697 sono ricoverate in ospedale in area medica: +418 rispetto a domenica. Aumentano ancora i posti letto occupati in terapia intensiva: sono 9 in più nelle ultime 24 ore, 3.810 in totale. Il saldo tra ingressi e uscite dai reparti di rianimazione è quindi ancora positivo, ma viene confermato il trend in calo degli ultimi giorni, dopo che a inizio novembre (prima dell’introduzione delle zone rosse, arancioni e gialle) i posti letto occupati salivano anche di 200 unità al giorno. Non rallenta invece al momento l’aumento dei morti: sono per esempio 126 in più rispetto a lunedì scorso. In dieci mesi sono decedute 50mila persone per il Covid, 12.764 solo negli ultimi 30 giorni: “Sono un’immane tragedia nazionale. Magari tanti altri si sono assuefatti”, ha scritto su twitter Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.

“Le tendenze che stiamo osservando da 2-3 settimane ci vengono confermate dai dati di oggi: si può dire che è stato raggiunto il plateau dei contagi. Il plateau è il raggiungimento di un equilibrio della curva epidemica”, ha detto Giovanni Corrao, professore ordinario di Statistica medica all’Università Milano Bicocca e past president della Sismec, Società italiana di statistica medica ed epidemiologia clinica. Parlando all’Ansa, Corrao ha spiegato che “i numeri che abbiamo osservato con i modelli matematici sono stati ballerini giorno per giorno, ma anche a essere cauti l’equilibrio è stato raggiunto”. “Per fine novembre è atteso il plateau dei ricoveri in terapia intensiva e per la prima settimana di dicembre il plateau dei morti“, ha concluso.

La Lombardia resta sempre la regione con più nuovi contagi (5.289) e con più morti: 140 nelle ultime 24 ore. Rispetto a lunedì scorso i casi e i decessi sono ancora in aumento, mentre l’incidenza tra positivi e casi testati è crollata dal 56,7 al 37,3 per cento. Cala il saldo tra ingressi e usciti in terapia intensiva: ci sono 4 posti letto in meno occupati, restano 945 in totale. Calano anche i ricoverati in ospedale: 60 in meno rispetto a domenica. Per quanto riguarda le province, resta Milano la più colpita con 1.604 nuovi casi, di cui 576 a Milano città. Poi Varese con 848, Como con 842 e Monza-Brianza con 749.

La seconda regione con più positivi accertati oggi è il Veneto, dove si registra anche un incremento dei posti letto occupati in terapia intensiva: da 281 a 290. Al contrario il dato resta stabile, dopo settimane di incrementi, in altre regioni molto colpite e popolose come Piemonte (+1), Emilia-Romagna (-1), Lazio (-4), Sicilia (+2), Campania (0) e Toscana (-2). I nuovi casi calano di oltre 900 unità rispetto a ieri in Piemonte, nonostante un numero di test quasi identico. I cali nelle altri Regioni invece sono anche frutto di un minor numero di tamponi processati, tranne in Siclia dove con 7.712 test effettuati (ieri 6.447) i nuovi casi sono passati da 1.258 a 1.249.

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