Loredana Bertè è stata ospite dell’ultima puntata di Verissimo, uno speciale che la padrona di casa Silvia Toffanin ha voluto dedicare al tema della violenza sulle donne, invitando diverse donne dello spettacolo a raccontare la loro esperienza come vittime. Tra queste appunto, c’era Loredana Berté che ha ripercorso la sua vita rivelando aneddoti inediti e drammatici del suo passato. Come il rapporto con i genitori, in particolare con il padre violento, che ha rivisto dopo quarant’anni solo in occasione della morte di Mia Martini.

“L’ho visto – ha raccontato la cantante – massacrare mia madre di botte a sangue all’ottavo mese di gravidanza, ricordo le mattonelle del bagno sporche. Metteva Beethoven quando doveva picchiare qualcuno. Mio padre aveva vissuto queste cose da piccolo. Noi ci inventavamo diversivi per farlo ragionare, ma non ragionava. Alla quarta femmina, è andato via perché odiava le donne. Io non avuto più rapporti con mio padre e mia madre. Dopo la tragedia la Mimì, ho un cuore di neve, mi ha distrutta. L’ho rivisto 40 anni dopo, per il funerale di Mimì”.

“Mio padre mi ha preso a calci e pugni all’obitorio, mi ha fatto cadere dentro la bara con lei – ha proseguito -. Poi è arrivato un medico che forse era suo amico visto che non si è occupato di me, mi aveva strappato i capelli, sono dovuta andare a Roma e fare punture per far ricrescere dei buchi”. Parole forti, che hanno colpito molto la conduttrice Silvia Toffanin, che non ha nascosto di essere sconvolta, soprattutto quando la Bertè ha concluso: “È stata una violenza che non potrò mai dimenticare, fortunatamente è morto”.

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