L’eroica Serie D continua a giocare, i campionati regionali sono fermi, e dunque gli echi di mazzate e maleducazione si affievoliscono, ma non scompaiono. Li ripeschiamo noi, nei meandri delle carte, del web, degli spogliatoi più fatiscenti. E si gioca pure all’estero, per fortuna: in alcuni casi col pallone, in altri va bene pure altro, almeno secondo la tecnologia.

PROVACI ANCORA TOTONNO
Cr7, Ibra e tutti gli altri campioni che ancora oggi, nonostante l’età avanzata, dimostrano di essere ancora decisivi, sono la testimonianza di quanto l’allenamento sia cruciale nel calcio. E anche l’arte della mazzata ha bisogno di allenamento per concretizzarsi al meglio, lo dimostra Manzo del Saviano 1960, squalificato per tre giornate perché: “Con comportamento sleale, scorretto, antisportivo, caratterizzato da violenza, tentava di colpire per ben 4 volte un avversario con una gomitata mentre entrambi erano in corsa”. Senza riuscirci però: serve più impegno.

PROVACI ANCORA CARLOS
Il calcio pane e mortadella è bello ovunque, pure in Spagna. Qui in una partita di sesta divisione, la nostra Eccellenza per intenderci, il Vinaros, squadra valenciana, era in svantaggio contro il Penìscola e agli ultimi minuti è salito ovviamente anche il portiere Carlos Aguayo per provare a riagguantarla. Ci è riuscito pure: con uno splendido tiro sul secondo palo ha infilato il suo collega avversario…ma ha festeggiato troppo, non è tornato in porta e al calcio d’inizio l’attaccante del Penìscola lo ha beffato con un pallonetto, regalando la vittoria al Penìscola.

GRADINI POCO RACCOMANDABILI
I calciatori allenati da Zeman ricordano come un film horror i gradoni, allenamento durissimo prediletto dal boemo per far “volare” le sue squadre, il giudice sportivo piemontese invece vede come hitchcockiani i gradini dello stadio di Mondovì, squalificando un calciatore del Monregale calcio, che dopo un diverbio “Spintonava un avversario giù da alcuni pericolosi gradini di cemento”. Il gesto è brutto, i gradini pericolosi.

IL “CAPO” DEL GUARDALINEE
L’introduzione della tecnologia nel calcio è manna dal cielo per arbitri e guardalinee…beh, per questi ultimi non sempre forse. Come dimostra l’Inverness, squadra di B scozzese, che ha ben pensato di eliminare i cameraman con un dispositivo che è in grado di riconoscere da solo la palla… che dovrebbe essere in grado, visto che per tutta l’ultima gara invece del pallone ha mostrato ai tifosi da casa i movimenti del guardalinee e non le azioni di gara. Perché? Perché l’assistente era bianchiccio di carnagione e totalmente calvo… e la tecnologia ha stabilito che il pallone fosse la sua capoccia. Fortuna che i giocatori in campo non hanno fatto altrettanto.

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