“Sembra una lotteria: a volte è pieno, a volte è vuoto”. Milano, stazione Cadorna, 7.45 del mattino. Sulla banchina della metro un via vai di pendolari sale e scende dai treni della linea rossa che viaggiano in direzione nord e sud-ovest. Nell’ora di punta si alternano vagoni pieni e vagoni vuoti. “C’è meno gente rispetto alla scorsa settimana”, racconta un ragazzo mentre aspetta la metro in direzione Bisceglie. Da lunedì gli studenti delle scuole non ci sono più e questo sembra aver alleggerito la pressione sulla metropolitana anche se dentro ad alcuni vagoni diventa difficile mantenere il distanziamento.

“Non capisco perché siano stati tolti i distanziatori”, dice un viaggiatore, lamentandosi per il superamento delle misure di “contingentamento” previste nella fase uno e rimaste in vigore fino all’estate”. E così si cerca di trovare la posizione per “non essere rivolti verso gli altri dando le spalle” spiega una signora che non può lavorare in smart-working e deve continuare a prendere la metro per andare al lavoro: “Si sono preoccupati di tutto, dai ristoranti alle palestre dove si riuscivano a mantenere le distanze, ma non. Dovrebbero avere un po’ più di riguardo per noi pendolari”.

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