Antagonisti dei centri sociali, esponenti di estrema destra, ultras come successo a Roma e manovalanza della criminalità organizzata. E anche molti giovanissimi. I protagonisti degli scontri e delle violenze hanno volti e storie diverse, ma hanno allo stesso modo hanno in qualche modo infiltrato manifestazioni e cortei che avevano l’obiettivo di protestare e non devastare. E così, dopo la guerriglia dell’altra notte a Napoli, i disordini a Roma, Milano Torino di di ieri, sono suonati come un campanello d’allarme – al Viminale. L’allerta è latta per le tensioni sociali, anche se in quei casi i protagonisti degli scontri non erano imprenditori e lavoratori colpiti dalle misure. La linea, dicono al ministero dell’Interno, è quella della massima attenzione; viene sottolineata la necessità di disinnescare sul nascere ogni situazione di possibile rischio, avvertendo che vi sarà massima fermezza nei confronti dei violenti. Anche se ieri non ci sono stati solo disordini: nel Nord Est è sceso in piazza il popolo delle partire Iva (leggi l’articolo di Giuseppe Pietrobelli) e a parte qualche intemperanza non ci sono stati veri problemi di ordine pubblico e sempre a Napoli i manifestanti pacifici hanno applaudito le forze dell’ordine chiedendo gli aiuti necessari a sopportare le chiusure dei locali alle 18 (guarda il reportage di Fabio Capasso)

MILANO: 28 ACCOMPAGNATI, MOLTI GIOVANISSIMI – Sono 28 le persone che sono state accompagnate in questura a Milano dopo gli incidenti di ieri sera. Tredici denunciati sono minorenni, tra questi alcuni hanno piccoli precedenti. Diciotto sono italiani e dieci stranieri. Denunciata anche una ragazza anarchica mentre i restanti non sono riconducibili a gruppi conosciuti. Danni soprattutto a dehors di locali, monopattini e biciclette a noleggio, a un tram, mentre è stata scagliata una bottiglia incendiaria contro un’auto della Polizia locale che non è stata colpita. Tra i manifestanti sono stati riconosciuti dagli agenti sul posto gruppetti dell’area anarchica che frequenta via Gola, dei centri sociali, ma anche militanti dell’estrema destra, che si sono comunque tenuti abbastanza defilati. Non c’è insomma un’unica ‘bandiera’ responsabile delle devastazioni.

Nel capoluogo lombardo sono state due le manifestazioni organizzate nella giornata di lunedì. La prima si è svolta sotto il Pirellone nel corso del pomeriggio: un centinaio di persone, tra cui molti addetti del settore del gioco legale, hanno bloccato il traffico per alcuni minuti. Una seconda manifestazione si è svolta invece in serata lungo corso Buenos Aires. Il gruppo ha occupato la via con un corteo non autorizzato e si è diretto verso il centro. Lungo il percorso sono state lanciate diverse bottiglie incendiarie e i manifestanti hanno intonato slogan contro il premier Giuseppe Conte. Il tram 9 è stato preso d’assalto, segnalati danni anche ai dehors dei locali, transenne lanciate nelle scale della metropolitana e cassonetti rovesciati. I manifestanti hanno quindi deviato verso la zona della stazione, dove c’è anche il palazzo della Regione. Qui gli agenti hanno respinto due assalti all’edificio con l’uso di lacrimogeni. Uno di loro sarebbe rimasto ferito, anche se in modo non grave.

TORINO: DIECI ARRESTI E QUATTRO DENUNCE – Ammontano a decine di migliaia di euro i danni causati dai violenti che ieri sera hanno devastato il centro di Torino durante le proteste anti Dpcm, con via Roma e via Po che questa mattina sembrano un campo di battagliA, tra vetrine infrante e cassonetti dell’immondizia divelti e gettati a terra. Buona parte della refurtiva dei saccheggi è stata recuperata dalle forze dell’ordine, che conta tra le sue fila una decina di feriti. L’attività investigativa degli inquirenti è tuttora in corso per identificare gli autori delle violenze che hanno scatenato le violenze tra delinquenti comuni, ultras, esponenti dei centri sociali e antagonisti. Sono in corso i sopralluoghi della polizia scientifica nei negozi saccheggiati.

Il bilancio, al momento, parla di dieci arresti e quattro denunce per i saccheggi in via Roma, da Gucci e Louis Vuitton. Due cittadini di origine egiziana, un maggiorenne e un minorenne sono stati arrestati dalla polizia perché ritenuti responsabili del saccheggio del negozio Gucci. I due dovranno rispondere di furto aggravato e resistenza aggravata. Sempre per resistenza aggravata sono stati arrestati tre italiani, uno dei quali dovrà rispondere anche di tentato furto aggravato nel negozio Luis Vuitton. Due persone, inoltre, sono state denunciate per quanto accaduto davanti s Gucci. A queste misure di aggiungono cinque arresti e due denunce effettuati dalla Digos.

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