Non si arresta l’avanzata della pandemia in Europa e soprattutto in Gran Bretagna, dove sono stati registrati 18.804 casi nelle ultime 24 ore e 80 decessi. Il Galles da venerdì entra in lockdown per due settimane. Allarma anche la situazione in Belgio, che ha registrato più di 700 infezioni ogni 100mila persone negli ultimi 14 giorni. Si tratta del secondo peggior record europeo dopo la Repubblica Ceca. Tanto che il ministro della Salute Frank Vandenbroucke ammette che il governo ha perso il controllo sulla pandemia: “Siamo davvero molto vicini a uno tsunami – ha dichiarato -. Il fatto è che non controlliamo più ciò che sta accadendo. Siamo la regione più colpita in tutta Europa”.

La Germania passa dagli oltre 7800 contagi di sabato ai 4.325 nuovi positivi delle ultime 24 ore, ma bisogna ricordare che al calo contribuisce la chiusura dei laboratori nel fine settimana. Una diminuzione abituale anche in Francia dovuta a un afflusso rallentato dei dati a Santé Publique durante il week-end: sono stati, stando ai dati di stasera, 13.243, contro i 29.837 di ieri. Il tasso di positività dei test è al 13,4%, i decessi – fra ospedali, case di cura e istituti per disabili – sono stati 146. Il totale delle vittime dal 1 marzo sale a 33.623. La moglie del presidente Emmanuel Macron, Brigitte, è asintomatica e in isolamento per una settimana dopo essere entrata in contatto giovedì 15 ottobre con una persona positiva al Covid-19 e con sintomi. In Romania un tampone su tre è positivo e il governo ha deciso di chiudere le scuole da domani, in Brasile cala la curva dei contagi mentre con 16mila casi la Russia segna il record da inizio pandemia.

E ieri gli Stati Uniti – che finora contano 8 milioni di casi e oltre 218mila vittime – hanno registrato 69mila positivi, il numero più alto dallo scorso 29 luglio quando si registrarono 71.300 positivi. La scorsa settimana la media giornaliera era stata di 55mila contagi, con un aumento del 50% rispetto a quella di settembre. Complessivamente, nel mondo, i casi di Covid-19 hanno superato quota 40 milioni (40.050.902) e sono 1.113.750 le vittime.

Austria – Limiterà le riunioni private a un massimo di sei persone nei luoghi chiusi e di 12 all’aperto. Il cancelliere Sebastian Kurz ha riferito che le nuove restrizioni entreranno in vigore venerdì e che eventi professionali come partite di calcio e opere liriche saranno possibili solo con posti assegnati, nel rispetto dell’obbligo di indossare mascherine e del divieto di servire cibo e bevande. Saranno consentite un massimo di mille persone all’interno e 1.500 all’aperto. Kurz ha riconosciuto che le nuove restrizioni sono impopolari, ma necessarie.

Belgio – Dodicimila casi: è il record di contagi registrati martedì scorso. Oltre 10mila persone sono morte nel paese con circa 11.5 milioni di abitanti. Per contrastare l’impennata di casi, venerdì il governo ha ordinato la chiusura di tutti i bar, caffè e ristoranti e ha imposto un coprifuoco tra la mezzanotte e le 5 del mattino. Inoltre, ove possibile, è obbligatorio lavorare da casa. Le nuove restrizioni sono in vigore da oggi. Se calcolate su una media settimanale, le infezioni sono aumentate dell’80 per cento: il Paese ha registrato più di 7.800 infezioni giornaliere nel periodo compreso tra il 9 e il 15 ottobre, paragonate alle 4.400 della settimana precedente. È in rapido aumento anche il numero di casi gravi: in media, la scorsa settimana sono state ricoverate più di 250 persone al giorno, portando ai limiti il sistema sanitario del paese.

Russia – Non si ferma l’aumento dei contagi di covid. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 15.982 nuovi casi, il numero più alto dall’inizio della pandemia. In totale in Russia sono risultate positive 1.415.316 persone.

Slovenia – Proclamato lo “stato di epidemia“: per 30 giorni a partire da oggi. La decisione del governo, arrivata nella notte come riporta l’agenzia Sta, spiana la strada all’adozione di misure a livello locale e regionale per contrastare la diffusione del coronavirus. Il Paese, con 2,08 milioni di abitanti, registra dall’inizio dell’emergenza sanitaria 13.142 casi con 188 decessi. Sabato scorso la Slovenia ha segnalato 726 nuovi casi di coronavirus e domenica 897.

Romania – A partire da domani, le scuole resteranno chiuse, mentre l’uso della mascherina sarà obbligatorio anche all’aperto. Chiusi anche ristoranti e cinema. Le misure sono state prese dopo che a Bucarest è stata superata la soglia dei 3 infetti ogni mille abitanti (3.02) e dopo che la percentuale di positivi ai tamponi è stata del 30.6% nelle ultime 24 ore (2.466 su soli 8040 test effettuati). In una nota ufficiale, il presidente Klaus Iohannis ha criticato il ritardo con cui sono state prese queste misure a fronte dei dati preoccupanti delle ultime due settimane. Su soli 8.040 test effettuati nelle ultime 24 ore, ben 2.466 sono risultati positivi (30.6%). Tali dati confermano la situazione sempre allarmante nel Paese balcanico, alle prese come gli altri Paesi della regione con una rapida diffusione del coronavirus in questa seconda ondata. Da ieri si sono registrati altri 57 morti con 757 pazienti attualmente ricoverati in terapia intensiva. A Bucarest, secondo quanto riportato dai media locali, è stata superata la soglia dei 3 casi ogni mille abitanti. Nelle prossime ore è atteso un annuncio del governo su nuove misure restrittive per fronteggiare l’ulteriore diffusione della pandemia.

Polonia – Nello stadio nazionale di Varsavia è in costruzione il primo ospedale da campo per i malati di coronavirus che dovrebbe, in una prima fase, offrire 500 letti per i malati di Covid-19. La costruzione è stata affidata all’esercito. La notizia è stata confermata da Michal Dworczyk della Cancelleria del premier, responsabile per la costruzione. Domenica sono stati registrati 8536 nuovi contagi da coronavirus in Polonia, le vittime sono state 49. Sabato il numero dei nuovi casi era di 9622, 84 i morti. Lo Stadio nazionale di Varsavia fu costruito per il campionato europeo di calcio del 2012 e può accogliere fino a 60 mila persone.

Brasile – Le segreterie sanitarie dei governi statali del Brasile hanno indicato che il gigante sudamericano si avvicina a 154mila morti per coronavirus, mentre la media dei decessi è scesa del 30%. Fino a ieri, sono state registrate 153.885 vittime da Covid-19, incluse le 195 riportati nelle ultime 24 ore. La media mobile dei decessi (ovvero la media dei decessi negli ultimi 7 giorni) è stata pari a 483, con un calo del 27% rispetto alla media di 14 giorni prima, divenendo il dato più basso dal 7 maggio. Il Paese più ricco e popoloso dell’America Latina ha nel frattempo avuto altri 8.874 contagi fino alla notte scorsa, accumulando un totale di 5.232.541 di casi dalla fine di febbraio, quando venne segnalato il primo positivo a San Paolo. Proprio a San Paolo, lo Stato dove la pandemia ha colpito più duramente, si sono registrati finora 38.020 morti e 1.063.502 di contagi. La media mobile dei decessi a San Paolo ha avuto un calo del 28% (110 vittime fino a sabato contro le 155 della misurazione precedente).

Iran – L’Iran ha registrato il record di vittime giornaliere di Covid-19 con 337 morti confermati nelle ultime 24 ore. Il tragico traguardo rappresenta un picco significativo rispetto al precedente record di 279 morti in un giorno. Il Ministero della Salute ha riferito che le nuove infezioni sono state 4.251, per un totale di 534.630 dall’inizio della pandemia.

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