Passione, scoperta, emozione. Sono le parole chiave della 15ma Festa del Cinema di Roma, che si farà, e in presenza. “Perché lo dobbiamo al nostro pubblico, alla città di Roma, al diritto della popolazione di partecipare alla vita culturale per la quale si firmerà una Carta partita proprio da qui”. Laura Delli Colli, presidente della Fondazione Cinema per Roma, parla con la calma e la sicurezza di chi ha messo ogni criticità sulla complessa bilancia del presente, consapevole – tuttavia – che la prima necessità è di guardare al futuro. E il futuro, non a caso, diventa anche il leitmotiv del direttore artistico Antonio Monda, che ha messo in programma esordienti italiani in quantità senza precedenti, e ricorda che le cose più importanti sono state costruite in tempi di crisi “come i più iconici grattacieli di New York, la città dove vivo da oltre 30 anni e che sta ancora sperimentando momenti drammatici per il Covid”. E così la 15ma volta della creatura capitolina per il cinema – che ne mescola “anima pop e raffinata” – sempre secondo Monda – aprirà il sipario in era di pandemia dal 15 al 25 ottobre con un programma ricchissimo e diversificato “perché vi abbiamo lavorato come se nulla stesse accadendo, anche durante le settimane più difficili di lockdown, pensando sempre come fosse una Festa normale”.

Naturale che quel “come fosse” è riferito all’impegno creativo e organizzativo, e non certo alla verità hic et nunc, in un Paese e una città dove crescono i contagi e si vive necessariamente navigando a vista. Non è un caso infatti che al parterre della conferenza stampa interessi maggiormente la chiarezza delle misure di sicurezza approntate per gestire accreditati e pubblico che non il programma in sé. A tal proposito scende in campo la direttrice generale della Fondazione, Francesca Via, (r)assicurando sulle misure di gestione della kermesse, che non nasconde di aver appreso dall’efficienza della Mostra veneziana l’acquisizione del know-how. Tra le regole da seguire: prenotazione dei posti su app, accesso consentito solo a chi ha biglietto, accredito o registrazione sempre sulla app, chiusura di accesso in prossimità del tappeto rosso che sarà “visibile” e “applaudibile” solo dall’alto della cavea con ingressi limitati, obbligo di indossare la mascherina ovunque nell’area cinema sia all’esterno che dentro le sale (anche durante le proiezioni dei film), conferenze stampa e incontri ravvicinati disponibili anche in live streaming. Insomma, una macchina organizzativa che si spera possa accompagnarsi al rispetto di ciascun partecipante a una Festa che mai come quest’anno sarà “diffusa”, nel senso di spazi cittadini aggiuntivi, fra tradizionali e nuovissimi, come il Macro e il neo battezzato “Fiume Cinema District” che comprende alcuni luoghi della zona di Piazza Fiume.

Un programma carico di interesse “sulla carta” dove spiccano i due premi alla carriera (l’artista e regista britannico Steve McQueen e lo statunitense Pete Docter della Pixar il cui Soul aprirà la Festa), il gemellaggio con Cannes (diversi i film con label Cannes 2020, fra questi Druk di Thomas Vinterberg ed Eté 85 di François Ozon, entrambi i registi parteciperanno ai rispettivi Incontri Ravvicinati), l’omaggio a Ennio Morricone le cui musiche saranno perpetuamente suonate sul Red Carpet, 20 premiere mondiali, 26 Paesi rappresentati, 17 donne alla regia, e naturalmente il big event con Francesco Totti che sarà protagonista di un Incontro Ravvicinato in occasione della presentazione del documentario a lui dedicato, Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli. A proposito dell’arrivo del Capitano per antonomasia dell’AS Roma all’Auditorium “le misure anti-assembramento si faranno ancor più rigide”, assicurano gli organizzatori. Grande attesa anche per alcuni degli altri Incontri Ravvicinati che – si sa – sono il diamante all’occhiello di Monda.

Fra questi, accanto al premiato Steve McQueen (di cui si vedranno tre capitoli del progetto antologico Small Axe: Mangrove, Lovers Rock e Red, White and Blue), due suoi connazionali di culto come il leader dei Radiohead Thom Yorke e la scrittrice Zadie Smith, e il regista americano John Waters, gli italiani Gianfranco Rosi, i Manetti Bros e i D’Innocenzo Bros, Gabriele Mainetti. Ci sarà la retrospettiva curata da Mario Sesti al maestro del cinema indiano Satyajit Ray, uno dei più grandi artisti cinematografici ma tra i meno frequentati specie in Italia, i Duelli fra critici e scrittori, alcune mostre, mentre “i film della nostra vita” scelti dai selezionatori saranno nel segno della fantascienza. Altri titoli della Festa di sicuro appeal sono la serie Sky Romulus di Matteo Rovere (anch’essa in protolatino come Il primo re), Ammonite di Francis Lee con Kate Winslet e Saoirse Ronan in una lesbo-story ottocentesca, Des Hommes con Gérard Depardieu, Catherine Frot e Jean-Pierre Darroussin, il doc dell’immenso Werner Herzog qui accompagnato dal più giovane collega Clive Oppenheimer, Fireball: Visitors from Darker Worlds, Fortuna del deb Nicolangelo Gelormini con Valeria Golino, Supernova con Colin Firth e Stanley Tucci, Ironbark con Benedict Cumberbatch e – in chiusura – il già annunciato e attesissimo Cosa sarà di Francesco Bruni con Kim Rossi Stuart.

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