Comuni isolati o quasi, strade interrotte, ponti crollati. Le conseguenze del maltempo che si è abbattuto sul Nord Ovest sembrano un bollettino di guerra. A Ormea, dove la provincia di Cuneo confina con la Liguria, gli oltre mille residenti della val Tanaro sono isolati da ieri notte: mancano luce e acqua, metà delle frazioni sono isolate e i soccorritori non possono per ora arrivare. Il sindaco Giorgio Ferraris ricarica il cellulare sulla sua auto per tenere i contatti con l’esterno. “In paese non è arrivato nessun soccorritore. Ci siamo io, il maresciallo dei carabinieri, i volontari e i cittadini che stanno cercando di liberare le strade dalle frane – denuncia il primo cittadino -. La statale per la Liguria così come metà delle frazioni sono bloccate. Le scuole resteranno chiuse per almeno una settimane e anche la rete del teleriscaldamento che passa sul ponte è stata danneggiata“.

Non è migliore la situazione di Garessio (Cuneo): “Non ci sono né vittime, né feriti, né dispersi ma la situazione è drammatica. C’è un paese di 4mila abitanti che è senza acqua e luce e tutto ciò potrebbe durare fino a martedì. Ho davanti delle immagini devastanti. Noi chiediamo da anni la costruzione di un nuovo ponte – dice all’Adnkronos il sindaco Ferruccio Fazio – che possa fronteggiare il fiume Tanaro quando si alza e far defluire l’acqua. C’è già il progetto ed è in corso una discussione con la Regione”.

Sempre in provincia di Cuneo c’è il comune di Limone Piemonte che conta i danni.”Una situazione, tragica, drammatica che non si ricorda a memoria d’uomo. Siamo isolati – dice il primo cittadino, Massimo Riberi, all’Adnkronos – A causa delle esondazioni dei torrenti la statale del colle di Tenda è impraticabile e così pure una strada interna. Inoltre l’acqua si è portata via una casa in costruzione e ci sono difficoltà nei collegamenti. Un disastro. In queste ore ho già parlato con il vice presidente della Regione, Fabio Carosso e l’assessore alla Protezione civile, Marco Gabusi, che dovrebbero essere qui nelle prossime ore, strade permettendo, per rendersi conto di persona della situazione”. “La situazione è catastrofica, sono esondati rii e torrenti, cancellando strade e facendo crollare una palazzina in corso di ristrutturazione. Vie dissestate, la celebre strada romana non c’è più – racconta all’Amsa – Acqua e fango hanno invaso la statale del colle di Tenda“. A Limone ci sono 33 sfollati da case vicine ai rii esondati e sono arrivati alcuni cingolati per cercare di rimettere a posto il letto del torrente Vermenagnaa. Manca l’acqua potabile e quasi tutto il paese è senza luce elettrica. In paese sono arrivati anche volontari della protezione civile e personale dei vigili del fuoco da Cuneo e Torino. “Ci sono problemi soprattutto per la viabilità, visto che si avvicina la stagione invernale – aggiunge il primo cittadino -. Un fatto così non era mai successo nella storia del Paese, ci ha messo in ginocchio ma siamo uomini di montagna e riusciremo a farcela, anche questa volta”.

Anche i comuni di Airole (circa 400 abitanti) e Olivetta San Michele (224 abitanti) sul versante italiano della val Roya sono praticamente isolati dalla scorsa notte, da quando la piena del Roya ha provocato il crollo della statale 20, poco prima della galleria di frazione Trucco, a Ventimiglia. Tra Olivetta San Michele e Breil la strada è di nuovo crollata, ma stavolta sul versante francese. Da segnalare anche il crollo dello storico ponte pedonale romano di frazione Fanghetto a Olivetta. Olivetta e Airole sono senza luce e per raggiungere la costa sono costretti a percorrere circa 36 chilometri in auto, passando da Sospel e Mentone, in Francia, proseguendo per Ventimiglia.
Chiediamo almeno un treno per gli studenti – afferma il sindaco di Olivetta Adriano Biancheri – e un presidio sanitario, ad esempio un’ambulanza”. Al momento, infatti, il collegamento con Ventimiglia è interrotto anche ai mezzi di soccorso. Impossibile, dunque, proseguire per il Piemonte e tornare indietro verso la costa. L’unica alternativa è la strada che porta a Mentone.

Ammonta a circa 54,6 milioni di euro una prima stima dei danni provocati dall’alluvione che nel corso della notte ha devastato una parte di Ventimiglia come comunicato dal sindaco della città di confine, Gaetano Scullino, nel corso di un vertice con il governatore della Liguria, Giovanni Toti. Nel conto dei danni ci sono le operazioni per togliere il fango, i problemi all’acquedotto e alla fognatura, la passerella Squarciafichi, che è stata spezzata in due, le aree verdi, l’illuminazione, le arginature e le opere di protezione.

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