“Alcuni Paesi europei come Francia, Spagna e Inghilterra stanno affrontando quella che io temo sia la seconda ondata“. Così, a “Dimartedì” (La7), Ilaria Capua, direttrice dell’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, commenta l’odierna situazione del coronavirus in Francia, Spagna e Inghilterra, spiegando che l’indice per seconda ondata è il numero dei casi ospedalizzati e ricoverati in terapia intensiva.

E spiega: “In Spagna le terapie intensive iniziano ad essere piene, la Francia inizialmente ha preso un po’ alla leggera il virus imponendo tardi l’obbligo della mascherina, l’Inghilterra ha adottato una strategia a zig zag. Quello che sta succedendo in quei Paesi potrebbe accadere anche in Italia – continua – Ricordo che questo è un fenomeno epocale: è come se in piazza San Pietro fosse caduto un miliardo di biglie che rimbalzano continuamente e possono arrivare dappertutto. Il virus non si ferma se noi non blocchiamo con le uniche regole che possiamo applicare: mascherina, distanziamento, lavaggio delle mani. Quindi, non abbassiamo la guardia”.

Circa l’arrivo del vaccino, che, secondo l’immunologo americano Anthony Fauci sarà disponibile nel 2021 portandoci fuori dall’emergenza entro la fine del prossimo anno, la virologa è scettica: “Non credo che il vaccino arriverà a un numero significativo di persone prima della fine del 2021. Bisogna vedere il vaccino come uno degli strumenti per tenere sotto controllo il virus – conclude – ma non possiamo proiettare tutte le nostre aspettative soltanto sul vaccino. Secondo me, sarà disponibile per un numero significativo di persone nella primavera del 2022. L’inverno sarà comunque difficile. Dall’autunno del 2021 forse ci sarà l’inizio di un graduale ritorno alla normalità, però non dimentichiamo che purtroppo in inverno i virus respiratori si esprimono al loro meglio”.

Memoriale Coronavirus

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Scontro De Gregorio-Sallusti su La7: “Perché chiama me per nome e tutti gli altri in studio per cognome?”. “Mi scusi, dottoressa”

next
Articolo Successivo

Governo, Orlando a La7: “Rimpasto? È l’ultimo dei problemi, prima viene l’agenda sul Recovery e poi semmai si pensa alla squadra”

next