Appena due anni fa la Lega festeggiava la conquista del Trentino. L’onda lunga del consenso per Matteo Salvini era arrivata fino alle due Province autonome, con il Carroccio secondo partito dietro la Svp anche a Bolzano. Oggi quell’onda sembra essersi arrestata. A Trento, città che dopo Tangentopoli e la fine della Dc è sempre stata governata da una coalizione di centro-sinistra, il Pd regge e perfino migliora il risultato del 2015: l’ex sindacalista della Cgil Franco Ianeselli vince al primo turno, superando le preferenze che aveva ottenuto il sindaco uscente Alessandro Andreatta. Il candidato del centrodestra, l’avvocato Andrea Merler, si ferma poco sopra il 30 per cento.

È sopratutto il voto di lista a far comprendere la portata della frenata leghista: due anni fa, quando Maurizio Fugatti venne eletto presidente della Provincia, il partito di Salvini a Trento città prendeva il 23,3%. Oggi la lista del Carroccio sfiora appena il 14 per cento. Il Pd invece regge, confermando di fatto il 18% preso due anni fa.

“Erano in ballo due idee di città per un’elezione sì amministrativa, ma che è anche stata un’elezione politica”, ha detto Ianeselli dopo l’elezione spiegando che “da una parte c’è che chi ha giocato costantemente sulla paura, addirittura era diventata la paura del sindacalista”. Gli avversari, ha aggiunto, “hanno costantemente detto che Trento è una città allo sbando, una città al collasso, hanno detto qualcosa che non è nel cuore dei trentini”.

Ianeselli ha quindi criticato frontalmente il Carroccio: “Per nove mesi ho ricevuto attacchi di ogni tipo, con candidati leghisti che mi hanno definito un piccolo uomo, con quei manifesti orribili affissi in città in maniera illegale il giorno del voto”. Ma, ha concluso, “se qualcuno pensava che i trentini si lasciassero convincere da chi ha agitato paure e spettri che non ci sono, beh i trentini hanno dato la risposta che vediamo e che ci rende orgogliosi”.

L’arretramento nelle urne registrato a Trento è stato simile anche a Bolzano: nel 2018 alle provinciali la Lega era primo partito con il 27,8%, riuscendo anche nell’impresa di battere la Svp con cui oggi governa in Provincia. Nella stessa città due anni dopo si andrà al ballottaggio tra il sindaco uscente del centrosinistra Renzo Caramaschi e Roberto Zanin, candidato del centrodestra. La lista della Lega ha dimezzato il proprio consenso passando al 13,4%. Il Pd, con il 12,7%, è rimasto più indietro ma ha migliorato di qualche punto percentuale il risultato di due anni fa.

“E pensare che Salvini è venuto a Bolzano per dire che avrebbero vinto al primo turno e che avrebbero asfaltato la città”, commenta Caramaschi. Il 74enne punta ora sul sostegno della Svp. “La Volkspartei può appoggiarmi convintamente al ballottaggio, anche perché abbiamo collaborato bene in questi anni”, ha aggiunto il sindaco. Zanin si dice comunque soddisfatto: “Andiamo al ballottaggio da una posizione di parità, una bellissima sfida che appassionerà tutti”.

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