Urne di nuovo aperte dalle 7 alle 15 nella seconda e ultima giornata elettorale, con gli italiani chiamati a esprimere le proprie preferenze per quanto riguarda il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, sulle Regionali, le Amministrative e le Suppletive del Senato. Alta l’affluenza nel primo giorno, con il 39,38% per il referendum e il 41,37% in quattro regioni per il rinnovo della giunta, ossia Campania, Liguria, Puglia e Veneto, visto che nelle altre tre – Valle d’Aosta, Marche e Toscana – i dati non vengono comunicati dal ministero dell’Interno. Quella dove la corsa alle urne è stata più alta è il Veneto, con il 46,13%, seguono tutte intorno al 40% le altre tre: Campania al 38,92% Liguria al 39,80% e Puglia al 39,89%.

Per il referendum sono chiamati alle urne 46.415.806 elettori, in un totale di 61.622 sezioni. Per le Suppletive del Senato gli aventi diritto al voto sono 427.824 per la Sardegna (Collegio uninominale 03 Sassari) in 581 sezioni e 326.475 per il Veneto (Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona) in 393 sezioni. Le elezioni Regionali (in Valle d’Aosta, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia) interesseranno 18.471.692 elettori e un totale di 22.061 sezioni. Le Amministrative si svolgeranno, invece, in 957 comuni, di cui 608 nelle regioni a statuto ordinario e 349 nelle regioni a statuto speciale: per un totale di 5.703.817 elettori alle urne e 6.756 sezioni.

Dai dati della prima giornata, si può affermare che “il referendum sul taglio dei parlamentari non è rimasto un quesito per gli addetti ai lavori. Certamente le Regionali hanno fatto da traino all’affluenza. Non credo raggiungerà tuttavia la partecipazione che si ebbe al referendum sulla riforma di Renzi“, ha commentato su Repubblica il direttore dell’istituto Demopolis, Pietro Vento.

La corsa alle urne poteva anche essere maggiore, continua, ma “l’effetto Covid sul voto si avverte, anche se in dimensione inferiore rispetto ai timori della vigilia. È piuttosto complesso confrontare, in termini di previsione finale, il 30% delle ore 19 di questa competizione elettorale con i precedenti degli ultimi anni, nelle quali era possibile votare in una giornata unica”. Previsioni? “Forse si sfiorerà il 50%, ovvero quasi un italiano su due voterà per il referendum”.

Due casi di scrutatori con la febbre
Questa mattina uno scrutatore della sezione n.69 della scuola Alessandro Volta di Taranto ha accusato sintomi influenzali, con febbre, e non si è presentato al seggio. Lo scrutatore verrà sottoposto a tampone, mentre il Comune spiega che la sezione è stata chiusa per le operazione di sanificazione. Tutti i componenti del seggio si sono posti, per precauzione, in stato di isolamento volontario: sono stati tutti sostituiti e il seggio è stato riaperto in un’altra aula. Così le operazioni di voto della sezione n.69 sono riprese in sicurezza.

Un caso anche nel comune di Saint-Oyen, in Valle d’Aosta, dove si stanno svolgendo le elezioni regionali e comunali, oltre che la consultazione referendaria. Lo scrutatore non si è presentato al seggio ed è stato oggi sottoposto al test del coronavirus a causa della febbre segnalata questa mattina. Le operazioni di voto proseguono alla presenza dei restanti cinque componenti del seggio.

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