Un anno dedicato alle sfide ambientali, che ha premiato studi sulla ‘giustizia ambientale’, sul legame dell’ecosistema con l’economia e sul ciclo del carbonio e dei suoi effetti sul clima. Un 2020 particolare per la Fondazione Internazionale Balzan, che dal 1956 opera per la promozione della cultura e delle scienze grazie al lascito del giornalista e imprenditore Eugenio Balzan. I vincitori dei quattro premi, tutti dedicati alla ricerca scientifica in ambito ambientalista, sono Susan Trumbore in merito alla materia “La dinamica del sistema Terra”, Jean-Marie Tarascon, nell’ambito “Sfide ambientali: scienza dei materiali per le energie rinnovabili”, Joan Martinez Alier, su “Sfide ambientali: risposte dalle scienze sociali e umane” e, infine, Antônio Augusto Cançado Trindade per uno studio sui diritti umani. I premi saranno consegnati a Roma il 19 novembre prossimo dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Un filone unico, dunque, dedicato all’ambiente, ma affrontato in ottica multidisciplinare. E proprio sull’interdisciplinarità si sono concentrati due dei quattro premi, la cui scelta, spiegano gli organizzatori “è il naturale risultato del lavoro compiuto nell’ultimo decennio della Fondazione Balzan, che si è sempre più concentrata sulla promozione delle scienze e della cultura”. Una scelta per la quale, spiega il Presidente del Comitato Generale Premi Luciano Maiani, si avevano già dall’anno scorso “buone ragioni per intuirne la crescente importanza”, seppur non potendo immaginare, continua, “che ci saremmo trovati oggi in un contesto internazionale gravato da problemi che per essere risolti richiedono il contributo congiunto di molteplici discipline scientifiche”.

Ad annunciare i premi, in una diretta streaming da Milano, il presidente del Comitato generale della Fondazione Balzan, Luciano Maiani, con il presidente della Fondazione Balzan “Premio”, Alberto Quadrio-Curzio, nella Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera.

Il premio vinto da Susan Trumbore del Max Planck Institut für Biogeochemie di Jena, spiega nelle motivazioni il Comitato, è stato assegnato “per il suo eccezionale contributo allo studio del ciclo del carbonio e dei suoi effetti sul clima, avvalendosi in modo pionieristico delle misurazioni di radiocarbonio nella ricerca sul sistema Terra”, si legge tra le motivazioni del Comitato. A Jean-Marie Tarascon, professore del Collège de France di Parigi, invece, è andato il premio “per i suoi eccezionali contributi alla ricerca di base e applicata nel campo dell’accumulazione elettrochimica di energia elettrica”. Lo studio di Joan Martinez Alier, professore Emerito e Senior Researcher (dal 2010) dell’Istituto di scienza e tecnologia ambientale dell’Università Autonoma di Barcellona, invece, è stato scelto “per la qualità dei suoi apporti alla fondazione dell’economia ecologica, la sua analisi pionieristica delle relazioni tra ambiente ed economie, il suo approccio interdisciplinare e comparativo all’ineguale distribuzione delle risorse ambientali e il suo ruolo attivo nella promozione della giustizia ambientale”. Infine, ad Antônio Augusto Cançado Trindade (Professore Emerito di diritto internazionale pubblico dell’Università di Brasilia e Giudice alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja) è stato dato il premio nell’ambito dei diritti umani “per i fondamentali contributi sia teorici che giurisprudenziali alla definizione e alla formazione di un ordine giuridico planetario nel quale l’intera umanità deve costituire il soggetto di un diritto internazionale aperto ai ricorsi individuali e capace imporsi anche nei confronti degli Stati nazionali”.

In diciannove anni, il premio Balzan ha finanziato 76 progetti di ricerca in tutte le discipline scientifiche e umanistiche, condotti da giovani di 20 paesi del mondo, coinvolgendo nel lavoro (direttamente o indirettamente) circa 500 ricercatori. Come spiegato anche dal volume The Balzan Prizewinner’s Research Projects: an Overview, tali programmi conterranno indicazioni sulle linee di lavoro, sui responsabili e sugli istituti, o centri di ricerca, sedi dell’attività: la loro approvazione da parte del Comitato Generale Premi Balzan darà il via al finanziamento diretto, da parte della Fondazione Balzan “Fondo”, di quattro nuovi progetti con 375.000 franchi ciascuno (circa 350.000 euro).

La Fondazione Balzan “Premio”, invece, segue lo sviluppo dei progetti, ricevendo rapporti e consuntivi da parte degli stessi Premiati. Il risultato tangibile è la pubblicazione di centinaia di articoli accademici e una ventina di volumi, oltre a conferenze e workshop. Lo scopo meno visibile, ma altrettanto importante, è invece quello di “incoraggiare la cultura, le scienze e le più meritevoli iniziative umanitarie, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di religione”.

“Quest’anno il Premio Balzan ha pienamente raggiunto uno dei suoi scopi fondamentali di integrare in una prospettiva interdisciplinare gli studi e le ricerche più promettenti nelle tematiche più attuali” ha dichiarato il Presidente Maiani, esprimendo poi gratitudine per i progetti che sono stati presentati. In conclusione dell’evento, quindi, sono state annunciate anche le materie premiande del prossimo anno: studi sull’olocausto e sul genocidio; arte e archeologia del vicino oriente antico; microbioma in salute e in malattia; e gli aspetti fisici e astrofisici della gravità.

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