Michele Antonio Gaglione, 30 anni, non accettava la relazione di sua sorella con un uomo transgender, così lì ha inseguiti in moto mentre a bordo del loro scooter si dirigevano ad Acerra, nel Napoletano, e ha iniziato a prendere a calci il mezzo fino a farli cadere. Così ha ucciso Maria Paola Gaglione, 22 anni, secondo la ricostruzione degli investigatori che, interrogato il ragazzo, indagano adesso per omicidio preterintenzionale e violenza privata aggravata dall’omofobia. “Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata“, è stata la giustificazione del 30enne ascoltato dagli inquirenti. Ma la famiglia dei due ragazzi difende il fratello maggiore: “Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa, ma non l’ ha speronata, è stato un incidente“.”Se vogliamo capire cosa vuol significare che bisogna avere una legge contro l’omolesbobitrasfobia, questo è uno dei casi più espliciti”, ha dichiarato Daniela Falanga, presidente di Arcigay Napoli. Anche da M5s, Pd e LeU si torna a chiedere l’intervento legislativo.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo ha inseguito la sorella e il compagno transgender Ciro (all’anagrafe Cira Migliore) mentre venerdì sera erano in viaggio da Caivano ad Acerra. Anch’egli a bordo di uno scooter, ha cercato con i calci di far cadere i due dal mezzo in corsa. Poi in una curva, il motorino con a bordo Maria Paola e Ciro, colpito ancora una volta dal fratello 30enne di lei, ha perso aderenza finendo fuori strada. La 22ene è finita su un tubo per l’irrigazione ed è morta sul colpo. Ciro è finito sul selciato senza però sbattere contro alcun ostacolo ed è rimasto ferito. Ancora a terra è stato picchiato dal 30enne che gli ha rivolto l’accusa di aver plagiato la sorella. Poi è stata portato in una clinica della zona: le sue condizioni non sono gravi. Gaglione, adesso, è stato arrestato e nella Casa Circondariale di Poggioreale in attesa dell’udienza di convalida.

La madre di Ciro, poche ore dopo l’accaduto, ha reso pubblico un suo messaggio su Facebook: ha accusato Michele Antonio “di aver commesso deliberatamente un omicidio perché non sopportava che la sorella frequentasse un uomo trans. I figli si accettano così come vengono. Paola riposa in pace”.

Arcigay: “Non è un problema culturale, serve una legge contro l’omolesbobitrasfobia”
Quella dei due fratelli è una storia di intolleranza, litigi e minacce che duravano da un po’ di tempo: Maria Paola e il compagno per questo si erano trasferiti ad Acerra, dove avevano trovato maggiore tranquillità rispetto al Parco Verde di Caivano (Napoli), dove vivevano con le famiglie. Daniela Falanga, presidente di Arcigay Napoli, è scioccata e arrabbiata: “Si tratta di un caso efferato in cui si manifestano due violenze gravi, un femminicidio e un atto di transfobia – dice -, con una donna che perde la vita mentre il compagno vive il distacco dalla compagna. Questo episodio fa emergere anche un problema relativo alla stampa, a come narra di queste cose. Se vogliamo capire cosa vuol significare che bisogna avere una legge contro l’omolesbobitrasfobia, questo è uno dei casi più espliciti. Qui c’è un omicida, c’è la violenza di genere, c’è la negazione da parte di una stampa che non sa definire fatti e persone e l’Italia da cambiare”.

Antonello Sannino, segretario di Arcigay Napoli, risponde alle parole di le parole di don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, che alla stampa ha dichiarato: “Non credo volesse davvero uccidere la sorella, forse voleva darle una lezione, saranno le indagini a stabilirlo. Di certo non era preparato culturalmente a vivere la relazione della sorella”. “Non è solo una questione di mancanza di cultura – sostiene Sannino – Sono inaccettabili le parole di don Maurizio Patriciello, non si tratta di una questione di contesto culturale anche perché queste situazioni si registrano pure in contesti borghesi e di elevato livello sociale e culturale”.

Il parroco si è però fatto portavoce della famiglia e parlando pubblicamente ha dichiarato che “è una famiglia distrutta e che non si dà pace per una figlia appena maggiorenne. Ma stiamo attenti a dipingerla come una storia di omofobia. Forse non sanno nemmeno cos’è. Quel che è vero è che non erano preparati e non vedevano di buon occhio la relazione con Ciro, ma so che si stavano abituando all’idea. Tuttavia erano preoccupati perché Maria Paola era andata via di casa a soli 18 anni e temevano per un futuro senza lavoro e più che mai incerto”.

L’assessore campano alle Pari Opportunità, Chiara Marciani, scrive su Facebook che “la legge regionale approvata lo scorso agosto contro l’omotransfobia ha un urgente e necessario bisogno di essere attuata”. Il testo prevede la costituzione di un Osservatorio regionale sulla violenza e le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere per raccogliere i dati e monitorare i fenomeni legati alla violenza e alle discriminazioni, oltre a collaborare con enti, organismi e associazioni per prevenire e contrastare i fenomeni oggetto della legge. “Maria Paola amava e stava con Ciro e la differenza è un abisso umano e culturale”, conclude Marciani.

M5s: “Vicenda di degrado, omofobia e brutalità. Serve un intervento legislativo”
“Una vicenda di degrado, di omofobia, di brutalità, di subcultura della vergogna e dell’onore. Una vita spezzata per una sola ragione: amare una persona dello stesso sesso”, ha commentato la vicecapogruppo del Movimento 5 stelle al Senato, Alessandra Maiorino. “Lascia sgomenti quanto avvenuto a Caivano – ha aggiunto la senatrice – è inaccettabile che, ancora oggi, l’amore venga considerato una vergogna“. Chiede un cambiamento in Parlamento Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia alla Camera e deputato M5S: “Non è più rinviabile – ha sottolineato – una normativa specifica contro la violenza e la discriminazione per motivi legati all’orientamento sessuale. La proposta di legge che abbiamo approvato in commissione Giustizia è ora in attesa dell’esame dell’Aula. Non sarà facile, per via delle resistenze di certe forze politiche, ma credo fermamente che a fronte dei tanti, troppi, ripetuti casi di omofobia, sia dovere del Parlamento intervenire”, ha concluso il pentastellato.

Zingaretti: “Serve il sì alla legge del Pd”
“A Caivano, in provincia di Napoli, Maria Paola è stata uccisa da suo fratello perché aveva una relazione con un ragazzo trans – ha scritto su Facebook il segretario del Pd, Nicola Zingaretti – Dolore, rabbia, indignazione. Altra drammatica conferma dell’urgenza di approvare la legge del Partito Democratico contro l’omofobia e la transfobia”.

Della stessa opinione anche Nicola Fratoianni, portavoce nazionale di Sinistra Italiana (LeU): “La tragedia sconvolgente di oggi in Campania con l’assassinio di Maria Paola, colpevole di stare con un ‘infetto’, come ha confessato il fratello omicida, ci dice quanto ci sia bisogno di una legge contro l’omotransfobia. Salvini e Meloni avranno ancora il coraggio di non riconoscere questa emergenza a cui la politica deve dare una risposta subito?. Non si può lasciare nessun spazio ai volenti pieni di ignoranza e pregiudizi da una parte e dall’altra a degli ipocriti sepolcri imbiancati”.

Meloni: “Serve pena esemplare”. Ruotolo (Misto): “Che Paese è dove si muore per amore?”
“C’è una violenza atroce che dilaga tra i giovani e che continua a sfociare in simili episodi. Un inaccettabile degrado che abbiamo il dovere di arginare al più presto. Lo Stato deve tornare a farsi sentire e dare il messaggio chiaro che la violenza non è tollerata e chiunque la pratichi ne dovrà rispondere davanti alla legge. Ora pena esemplare per questo schifoso assassino”, scrive su Facebook la leader di FdI Giorgia Meloni.

“Che orrore la morte di Maria Paola Gaglione. Che paese è questo dove ‘si perde la vita’ per amore? #notransfobia”, scrive su Facebook il senatore Sandro Ruotolo del gruppo misto.

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