I can’t breathe” (non posso respirare). George Floyd l’ha ripetuto 20 volte ai poliziotti di Minneapolis che lo hanno ucciso in 8 minuti e 46 secondi. Ce ne sono voluti 20 invece per uccidere Willy Monteiro Duarte. Venti minuti di pestaggio “professionale” sino a sfondargli la testa. Anche Willy diceva: “Basta, vi prego, basta, non respiro più”.

Entrambi sono stati irrisi. Floyd mentre moriva: “Smettila di parlare, smettila di urlare, ci vuole molto ossigeno per parlare” dicevano i poliziotti, Willy dopo che è morto. Irriso non solo dal video ironico postato da uno degli aggressori sulla sua pagina Facebook, dopo che Willy era morto, ma anche dalle parole pronunciate da un parente degli assassini e riportate da Federica Angeli su Repubblica: “In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario”.

La rivolta morale suscitata dall’esecuzione di Colleferro – paragonabile, da un punto di vista emotivo, a quella che ha seguito l’esecuzione di Floyd – è diventata una valanga al punto da indurre Matteo Salvini – sempre taciturno sulle violenze subite da italiani con la pelle scura – a chiedere “pene esemplari” per gli assassini.

Bene, questa “uscita” secondo me può essere considerata come l’ultima irrisione nei confronti di Willy. Se c’è un soggetto che su queste aggressioni, ormai quotidiane, dovrebbe tacere – insieme ai suoi megafoni tv: Del Debbio, Giordano, Giletti, etc – è proprio Salvini. Chi ha costruito un’intera carriera politica sulla paura e sul disprezzo degli “extracomunitari”? Chi si faceva fotografare con Luca Lucci, il capo degli ultras del Milan, che durante gli scontri nel derby Milan-Inter del 15 febbraio 2009 sferrò un pugno all’interista Virgilio Motta?

“Motta – raccontava Fanpage – tenta invano di recuperare la vista, gli interventi non servono a nulla. Il tribunale condannerà Lucci per lesioni (4 anni e 6 mesi, più un Daspo di 5 anni) e altri imputati al pagamento di 140mila euro. Ma risultano nullatenenti, il ferito non vedrà mai tale cifra e non sarà in grado di pagare le operazioni. A tre anni da quel giorno, dopo un accordo per ottenere piccoli versamenti, Motta si impiccherà in casa”. Luca Lucci non è forse un succedaneo dei fratelli Bianchi?

Chi si faceva fotografare in pizzeria con Casapound e con Luca Marsella, reduce da un selfie con Roberto Spada, il “vicerè” di Ostia che ruppe il naso al giornalista Daniele Piervincenzi? Spada non è forse un succedaneo dei fratelli Bianchi? Willy, specie ora che è stato ucciso, non ha certo bisogno di “utilizzatori finali”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

SALVIMAIO

di Andrea Scanzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Mattarella: “Con la pandemia si è allargato il divario sociale e digitale. Senza istruzione non c’è libertà”

next
Articolo Successivo

Colleferro, il suocero (e politico) di Gabriele Bianchi: “Il padre di mio nipote non doveva essere lì a quell’ora. Ci prenderemo gli insulti”

next