Nonostante la pandemia e le difficoltà della discografia e del live (i concerti – tranne alcune eccezioni – sono di fatto tutti rimandati al 2021) Irama è riuscito ad ottenere traguardi importanti. Ha vinto “Amici Speciali”, la maratona benefica nata da una costola di “Amici”, e il singolo “Mediterranea” ha agguantato il doppio platino, posizionandosi al numero 1 della classifica di vendita dei singoli per quattro settimane ed è stato al primo posto della classifica Earone dei brani più trasmessi dalle radio italiane. Adesso è la volta dell’Ep “Crepe” che esce il 28 agosto e ha un dettaglio sulla copertina che ha incuriosito i fan. Infatti c’è il bollino “Parental Advisory – Explicit Content”, contenuti espliciti. Giusta premessa perché Irama in brani come “Flow” ed “Eh mama eh” racconta i suoi momenti privati, difficili, intimi senza filtro anche con metafore forti.

“Flow” esprime il desiderio di tornare alle origini, come mai?
Racchiude le mie radici, il fatto che io vengo dalla strada e che mi riunivo con gli amici in un parchetto. Ho voluto ritrarre una situazione molto ‘urban’. Il punto è che nonostante la mia vita vada avanti, la mia carriera prosegua e succedano cose belle, ho sempre la necessità e il bisogno di tornare alle radici, alle origini, senza le quali si muore.

Chi ti aiuta ad andare in questa direzione?
Mi sono circondato solo di persone che cercano di far sì che io tenga sempre i piedi per terra. Persone con le quali posso parlare di tutto e posso confrontarmi senza problemi.

Il successo è sempre stato un elemento positivo nel tuo percorso?
Lo spiego in ‘Eh mama eh’ che è un racconto duro, fatto di metafore e allegorie nate dall’impulso di esprimere quello che pensavo in alcuni momenti difficili, che ho vissuto. Ho affrontato sul piano personale una fase delicata, dovuta alla pressione del vivere sempre sotto i riflettori. Quando ti trovi in mezzo al successo godi di quella luce che ti arriva addosso, ma al tempo stesso cerchi di isolarti e inizia un percorso di introspezione. Una canzone che ho scritto di impulso. Stavo molto male e stavo impazzendo, mi è servito per tranquillizzarmi

È per questo che hai delle crepe sul viso sulla copertina del disco?
Sì e anche i colori ne sono una rappresentazione. Volevo illustrare la pratica giapponese del Kintsugi che consiste nell’utilizzo dell’oro e dell’argento liquido per la riparazione di oggetti in ceramica che si rompono e che, una volta riparati, acquistano un valore più importante. Insomma da una ferita può nascere qualcosa di prezioso.

La scrittura per te vale come terapia?
Scrivo da quando sono piccolino, la prima volta avevo solo 7 anni. No, non dico che scrivere canzoni sia come andare dallo psicologo, ma è una cosa che mi viene naturale ed è quasi una maledizione.

Perché?
Perché quando mi metto a scrivere è bello ma è anche un po’ insano, come se andassi in trans e fossi un po’ ‘maledetto’. Ma la direzione è solo una: raccontare sempre la verità e metterla al centro della musica. Anche chi mi ascolta apprezza sempre quando i brani sono sinceri. Non bisogna mai nascondersi da sé stessi.

Il disco si chiude con una dichiarazione d’amore diretta, anche se sofferta. Un caso?
No, la chiusura del disco è volutamente in acustico e il titolo è ‘Dedicato a te’. Una canzone totalmente sincera, nata alle 8 del mattino con Giulio Nenna alla chitarra. Abbiamo voluto lasciare il sound live per trasmettere tutto quello che in quel momento stavo provando. Una dichiarazione tosta con un peso psicologico non indifferente.

Adesso stai bene?
Domanda difficile: a volte sì, a volte no.

Mediterranea è uno dei tormentoni più amati e già certificato doppio platino, prossimo step il mercato latino?
Esattamente. Sono molto felice che sia piaciuta e ho pensato di chiamare De La Ghetto (importante esponente della musica reggaeton e della scena hip hop latina, ndr) perché avevo in mente da tempo di collaborare con lui. ‘Mediterranea’ in versione spagnola uscirà in tutto il mondo il 28 agosto, assieme all’Ep ‘Crepe’. Ho in testa di esportare la mia musica un po’ all’estero. Ora è il momento.

Qual è la canzone dell’estate, esclusa la tua, che ti è piaciuta particolarmente?
‘M’ manc’ di Shablo, Geolier e Sfera Ebbasta. Un brano fortissimo che mette assieme in modo convincente il napoletano e l’italiano, oltre a un sound vincente.

“Karaoke” però ha insidiato un po’ “Mediterranea”…
Ha un bel drop, sonorità latine, Alessandra Amoroso spicca ed è molto brava, lo sappiamo, i Boomdabash sono freschi e, secondo me, quest’anno hanno fatto davvero un bel lavoro.

In discoteca è stata molto suonata ‘Mediterranea’. Ti sei stupito per la chiusura decisa dal Governo?
Mi è spiaciuto per i gestori che hanno rispettato le norme di sicurezza, non mi spiace affatto invece per chi ha aggirato le regole. Dobbiamo stare tutti molto attenti, ci sono delle vite in ballo. Immagino sia durissimo per il settore delle discoteche, ma lo è per tutti i settori compreso il mio. Per quello che mi riguarda ho cercato di sostenere e aiutare, per quanto possibile, amici e persone che stanno attraversando un momento economico difficile a causa della pandemia.

Molti accusano i giovani per l’impennata dei contagi. Cosa non è andato nel verso giusto?
Cercare il capro espiatorio è una cosa che si usa spesso fare nei momenti di panico, come questi. Semplicemente è successo che non tutti hanno rispettato le regole. Questo è il punto: è stata una roba da stupidi da parte di tutti e non me ne frega un cazzo delle giustificazioni. Le norme ci sono per salvare delle vite. Io faccio il mio mestiere sia chiaro, sto solo esprimendo un mio punto di vista.

Cosa accadrà nel tuo 2021?
Un nuovo album, un tour (finalmente) e le chiavi per far conoscere la mia musica all’estero.

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