In principio fu Via Col Vento, rimosso e ricaricato con un’introduzione storica in cui si spiegavano tutti gli stereotipi razzisti che lo spettatore avrebbe visto nei 238 minuti minuti successivi. Adesso tocca a Mezzogiorno e Mezzo Di Fuoco, commedia cult anni 70 firmata Mel Brooks: la piattaforma Hbo ha deciso di ‘aggiungere’ in apertura un commento di Jacqueline Stewart, docente di cinema all’Università di Chicago. Una specie di piccola lezione di storia, in modo da contestualizzare alcuni messaggi che, nel 2020, appaiono razzisti.

La questione del razzismo, però, è centrale nella parodia western: la trama si basa sull’arrivo di un nuovo sceriffo di colore, chiamato proprio per suscitare l’indignazione degli abitanti della città e spingerli ad abbondare le loro case, a vantaggio del procuratore di stato Lamarr che vorrebbe comprare quel terreno. Il riscatto è affidato al fascino brillante del protagonista, interpretato da Cleavon Little e alla brillante interpretazione di Gene Wilder nei panni di Waco Kid. Già nel 1974 i dirigenti della Warner Bros avevano espresso preoccupazione per l’utilizzo della parola “negro”: quasi mezzo secolo dopo un portavoce della Hbo ha dichiarato che si tratta di un modo per “porre il film nel contesto sociale adeguato”.

Il linguaggio razzista pervade il film – spiega Stewart nell’introduzione – Ma sono atteggiamenti che appartengono a personaggi dipinti come ignoranti, limitati e bigotti“. Questa era stata la soluzione adottata dalla piattaforma anche a giugno per il film Via Col Vento: la rimozione del cult con Vivien Leigh aveva suscitato molte polemiche, ma il film era ricomparso poco dopo nel catalogo con la voce della professoressa Stewart spiegava, in apertura, che la vita nelle piantagioni di cotone non era esattamente così poetica come raccontato nel 1939, e che la caratterizzazione dei personaggi di colore era estremamente stereotipata. Vi ricordate l’accento di Mami?

Immagine in evidenza tratta da youtube

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Monos, un sogno febbrile che spiazza e affascina. E da vedere al cinema – La clip in esclusiva

next
Articolo Successivo

Ben Cross, morto l’attore di Momenti di Gloria e di Star Trek di J.J. Abrams. Aveva 72 anni

next