Prosegue la discussione tra politica e mondo scientifico dopo la decisione del governo sulla chiusura di discoteche e locali notturni, dopo il nuovo aumento di contagi giornalieri delle ultime settimane e le immagini arrivate dalle località della movida estiva italiana. Agostino Miozzo, dirigente della Protezione Civile e coordinatore del Cts, parlando al Messaggero appoggia la scelta dell’esecutivo e avverte: “Se andiamo avanti così, presto avremo più di mille contagi al giorno”. Il governatore della Liguria, Giovanni Toti, invece parla di “provvedimenti vessatori”, mentre il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, rassicura: “Un lockdown come marzo o aprile sarebbe impensabile, non ce lo possiamo permettere”. Stessa posizione espressa anche dal viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano.

Miozzo: “Se supereremo certi numeri, saranno necessarie altre chiusure”
“Sono discretamente preoccupato – ha confessato Miozzo – Se andiamo avanti così, con l’aumento giornaliero dei casi positivi, presto supereremo mille. A un certo punto decideranno i numeri. Di fronte al superamento di alcuni limiti, saranno necessarie chiusure. Parlo di lockdown localizzati, questo sia chiaro. Limitati a un certo paese o a un determinato quartiere. Immagino, nella peggiore delle ipotesi, zone rosse molto localizzate”. L’esperto indica l’autunno come un periodo a rischio a causa di numerosi fattori che potrebbero far crescere i casi giornalieri: “In autunno avremo la concomitanza degli effetti dei rientri dalla vacanze – continua -, dell’influenza i cui sintomi si confonderanno con quelli del Covid, della riapertura delle scuole. I rientri dall’estero, con i ragazzi che sono stati in Paesi come la Croazia dove hanno fatto finta che non esistesse il coronavirus, per non affossare il turismo, sono un altro elemento molto delicato”.

Toti: “Contrario alla chiusura delle discoteche”
Controcorrente rispetto a esperti, governo e maggioranza dei governatori, la posizione del presidente ligure, Giovanni Toti, che si dice “contrario alla chiusura delle discoteche, ma favorevole al divieto di alcune scene che abbiamo visto in questi giorni”. Parlando al Corriere, Toti ha dichiarato che nel corso della contrattazione sul nuovo provvedimento i governatori “hanno fatto il possibile per migliorarlo e renderlo meno vessatorio. Abbiamo chiesto e ottenuto che non si chiudano i locali pubblici ma se ne limiti una parte delle attività. E ciò sta a significare che in qualche modo potranno continuare a lavorare. Inoltre abbiamo chiesto al governo di risarcire il danno che questa misura produrrà”. E aggiunge: “C’è un altro elemento da tenere presente. I nuovi contagiati non stanno alimentando nuovi ricoverati. Detto in altri termini, i nuovi malati di Covid, che i nostri uffici rintracciano, non sono realmente malati ma spesso sono portatori asintomatici, oppure persone con pochissimi sintomi che non necessitano ricovero”.

Boccia: “Impensabile un lockdown come a marzo”
Il ministro Dem tenta di abbassare i toni della discussione tranquillizzando esercenti e popolazione: un lockdown come quello previsto nella Fase 1 è “impensabile” in autunno. “Se la situazione dovesse peggiorare ci potrebbero essere chiusure settoriali, di singoli comparti economici – ha detto parlando a Libero – D’altronde anche la ripartenza è stata a fasi. Ma non escludo neppure chiusure di singole zone, se dovessero scoppiare focolai allarmanti”. Secondo il ministro, la situazione sanitaria nel Paese rimane al momento positiva: “Gli ospedali sono preparati, ma questo grazie anche all’aiuto dello Stato, che ha rafforzato tutta la sanità. Mi fido di tutta la sanità italiana”. E si sofferma sul fatto che molti dei contagi sono legati ai rientri degli italiani in vacanza all’estero: “Questa doveva essere l’estate da passare in Italia, oltre alla Nazione più bella al mondo siamo anche tra le più sicure sotto l’aspetto sanitario. Avevamo fatto un appello per restare dentro i nostri confini, non tutti lo hanno seguito, peccato”.

Bassetti: “Si colpevolizzano troppo i giovani”
“Si sta facendo una colpevolizzazione eccessiva dei giovani. Le ordinanze vanno bene nel momento quando sono paritetiche”, è l’opinione di Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che a Agorà Estate spiega: “Sicuramente le discoteche sono state un luogo dove le ordinanze sono state poco rispettate, ma ci sono molte altre situazioni altrettanto pericolose che non sono state oggetto di ordinanza, come sagre di paese, mercatini rionali o banalmente passeggiate fronte mare dove vedo assembramenti ben peggiori di quelli delle discoteche”. Secondo il virologo “non è con la politica del terrore” che “si fa cambiare idea ai giovani” ma “bisogna spiegare le cose con i toni dei giovani” perché “il terrorismo di sparare ogni sera il numero di contagiati senza spiegare quanti sono sintomatici, quanti vanno in terapia intensiva, quanti sono invece asintomatici“.

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