Colpi di kalashnikov, auto date alle fiamme e autostrada bloccata con code chilometriche all’altezza dello svincolo di Cerignola Est. Un tentativo di assalto a un furgone portavalori della Sicuritalia è avvenuto nel pomeriggio di lunedì 10 agosto lungo la A14 in provincia di Foggia, all’altezza di Canosa di Puglia. Due chilometri dopo l’uscita di Cerignola Est, in direzione sud, il commando ha esploso numerosi colpi di arma e poi ha lanciato la carica esplosiva contro il mezzo, dopo aver lasciato sull’asfalto molti chiodi a 3 punte per forare gli pneumatici e aver bloccato la carreggiata incendiando alcune vetture.

Nessuno è rimasto ferito e il tentativo di assalto è fallito perché è scattato il blocco della cassaforte all’interno della quale erano custoditi i valori. Il commando è fuggito scavalcando il guard rail dell’autostrada, facendo perdere le proprie tracce. A bordo del blindato viaggiavano tre guardie giurate. Ad agire – secondo fonti interne alla Polizia, alla quale sono affidate le indagini – un commando composto da almeno 8 malviventi. Sul posto sono intervenuti anche finanzieri e carabinieri ma, al loro arrivo, il commando aveva già fatto perdere le proprie tracce. Autostrade per l’Italia ha dovuto chiudere entrambe le carreggiate e consigli agli utenti diretti verso Bari di uscire a Foggia e di rientrare in A16 a Cerignola ovest per poi raggiungere la A14, il percorso inverso per chi è diretto a Pescara.

Si tratta solo dell’ultimo tentativo di rapina ai danni di un portavalori in provincia di Foggia, dove fanno “base” diverse bande dedite proprio in queste rapine. Proprio la mafia cerignolana, terza testa della mafia foggiana, è quella specializzata negli assalti ai mezzi blindati con tecniche paramilitari. Lo scorso anno Ilfattoquotidiano.it aveva raccontato i colpi milionari – tentati e spesso portati a termine – dalle bande cerignolane, attive spesso fuori dai confini pugliesi e a volta anche italiani.

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