Sale lievemente il numero delle persone positive in Italia: dopo i 384 contagi comunicati ieri, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 402 nuovi casi, 6 in più di ieri, che fanno salire il totale a 249.204. In calo, invece, il numero delle vittime: 6 in un giorno a fronte delle 10 registrate mercoledì. In tutto i decessi dall’inizio dell’epidemia sono 35.187, mentre sono 58.673 i tamponi fatti nelle ultime 24 ore, (7.099.713 in tutto). Il trend in rialzo è stato rilevato nel dossier settimanale Iss-ministero della Salute – che analizza la situazione dal 27 luglio al 4 agosto – dove si evidenzia che l’età media dei positivi nell’ultima settimana “è ormai intorno ai 40 anni” e dunque c’è un “rischio più basso” di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari. Cruciali sono il tracciamento dei contagi e il rispetto della quarantena. “In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere – avvertono – ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale”.

Guardando invece all’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1.01, e negli ultimi 14 giorni è superiore a 1 in “undici Regioni dove si sono verificati nelle ultime 3 settimane recenti focolai, ma senza comportare un sovraccarico dei servizi assistenziali”. Le regioni sono Campania (1.25), Emilia Romagna (1.01), Lazio (1.08), Liguria (1.16), Lombardia (1.04), Marche (1.13), Puglia (1.1), Toscana (1.2), Sicilia (1.62) e Veneto (1.28). Poi c’è il Trentino Alto-Adige, con la Provincia autonomia di Bolzano (1.43) e Trento (1.28). L’Rt è pari a zero in Basilicata e Molise. L’indice indica che, “al netto dei casi identificati attraverso attività di screening e dei casi importati, il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario nelle scorse settimane”.

In Lombardia quasi un terzo dei nuovi casi – Risale il numero dei ricoverati per coronavirus: secondo i dati del ministero della Salute, gli attuali malati sono 12.694, 48 in più rispetto a ieri, mentre nelle terapie intensive ci sono 42 pazienti, uno in più di ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 11.890, 49 in più rispetto a mercoledì mentre i pazienti ricoverati negli altri reparti degli ospedali sono due in meno: dai 764 di ieri ai 762 di oggi. Due sole le regioni senza nuovi casi – Basilicata e Molise – mentre in Lombardia sono 118, il 29,3% del totale. Alti anche i numeri di Emilia Romagna e Veneto – con 58 casi ciascuno – e della Sicilia, con 30 nuovi casi.

“Persiste una trasmissione diffusa del virus” – Il dossier invita alla prudenza, perché sebbene le misure di lockdown in Italia “abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2, al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento”, e persiste “una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri“. Complessivamente, si legge ancora, “il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da Sars-Cov-2 in Italia, sebbene non in una situazione critica, mostra sempre più dei segnali che richiedono una particolare attenzione“, si legge. “L’incidenza cumulativa (dati Iss) negli ultimi 14 giorni (periodo 20/7-2/8) è stata di 5,8 per 100mila abitanti, in aumento rispetto al periodo 6/7-19/7. A livello nazionale, si osserva complessivamente un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto superiore di sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente. L’aumento è soprattutto in persone asintomatiche”.

La situazione nelle Regioni – . In alcune realtà regionali, “anche se i casi sono diminuiti, continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati. Questo deve invitare alla cautela – sottolinea il report – in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-Cov-2 è ancora rilevante”. Dunque 11 Regioni o province autonome hanno avuto un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente, “che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati. Va tuttavia precisato che in alcune di queste, seppure in aumento, il numero complessivo dei nuovi casi diagnosticati è basso (inferiore a 10 casi diagnosticati a settimana o con incidenza settimanale inferiore a 1/100.000)”. Inoltre “i focolai presenti sono prontamente identificati ed indagati”. Le stime di Rt, conclude il report, “tendono a fluttuare in alcune Regioni o province autonome in relazione alla comparsa di focolai che vengono successivamente contenuti”.

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