Voleva fare un viaggio per staccare da tutto lo stress dei giorni di lockdown e dalla paura del covid-19. Così Erika Lloyd ha preso la sua auto e si è messa in viaggio verso il Joshua Tree National Park, a 7 ore da casa sua. La donna è scomparsa. È partita il 14 luglio da Walnut Creek, California, e la sua macchina, una Honda Accord, è stata ritrovata giorni dopo danneggiata e abbandonata vicino alla città di Twentynine Palms al confine con il Joshua Tree National Park. I suoi genitori l’hanno sentita l’ultima volta il 16 luglio: “Potrebbe avere avuto un incidente e aver perso la memoria”, ha spiegato la madre di Erika a KESQ. “Stare chiusa a casa per tre mesi, non poter andare al lavoro e insegnare a fare i compiti a suo figlio sono cose che l’avevano provata molto, aveva bisogno di staccare”, ha proseguito la mamma. Per i rangers del parco è stato impossibile trovare tracce di Erika fino a quando non è stata avvistata l’auto e “in ogni caso non c’erano segni di campeggio o altri effetti personali che potessero appartenerle, nelle vicinanze”. Vista la grande presenza di cave nel parco, nelle quali è facile rimanere intrappolati, la famiglia si sta facendo assistere da Doug Billings, un minatore esperto che nel 2014 fu decisivo nel ritrovate il 19enne Erin Corwin, rimasto intrappolato in una buca a 30 metri di profondità.

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