“La cosa più sorprendente è che oggi incontrate una persona che ha superato il coronavirus restando in piedi. Ieri i medici sono arrivati a questa conclusione. Senza sintomi”. Il padre padrone della Bielorussia Aleksandr Lukashenko ha annunciato così, durante la visita di un reparto militare del ministero dell’Interno di essere stato contagiato dal Covid, che nel paese ha registrato 67mila casi e 543 morti ufficiali.

Criticato persino dalla Russia per non avere adottato una politica adeguata di lotta all’epidemia, il presidente ha sempre liquidato i timori sul coronavirus come “psicosi”, avvertendo che un lockdown avrebbe colpito l’economia e respingendo quindi fin dall’inizio ogni forma di confinamento. La Bielorussia è l’unico paese europeo, tra le altre cose, ad avere tenuto aperti i campionati di calcio, con tanto di tifosi sugli spalti. A maggio, poi, ha deciso di svolgere regolarmente la parata per celebrare il 75esimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale: un evento che anche Mosca aveva cancellato proprio per timore del contagio.

Ultimo dittatore d’Europa, Lukashenko governa ininterrottamente col pugno di ferro dal 1994 e punta a farsi rieleggere il prossimo 9 agosto. La pessima gestione dell’emergenza sanitaria e la situazione economica hanno fatto salire il malcontento nel Paese, e negli ultimi mesi è stato contestato in manifestazioni di massa con migliaia di persone. Lui, che ha sempre governato ignorando i diritti umani e i principi democratici fondamentali, ha reagito arrestando gli avversari più temibili e impedendo loro di candidarsi.

Che altri possano vincere le elezioni è improbabile, ma ieri sera circa 10mila persone hanno preso parte a Gomel a una manifestazione organizzata dall’oppositrice Svetlana Tikhanovskaya, candidata che ha confermato la sua intenzione di svolgere nuove elezioni presidenziali nel caso in cui dovesse essere eletta. Lukashenko ha anche minacciato di espellere dal Paese i giornalisti delle testate straniere che, a suo dire, incitano la gente a scendere in piazza contro di lui in proteste come quella di Maidan che nel 2014 fece perdere il potere all’allora presidente ucraino Viktor Ianukovich. “Non c’è bisogno – ha detto Lukashenko – di aspettare la fine della campagna elettorale. Cacciateli se non rispettano le leggi del nostro paese e incitano la gente a proteste tipo Maidan“.

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