Voulez vous danser avec moi, ce soir? Si, ma distanti. Una rivisitazione del Ballo del Mattone, ai tempi del virus, che ancora aleggia fra di noi. L’ordinanza del sindaco di Capri in vigore da stamani impone di andare a ballare in maschera. I rigorosi ad oltranza chiedono che la normativa non si limiti soltanto dal venerdì alla domenica. E non solo dalle 18 del pomeriggio alle 4 del mattino. Ci sono per esempio delle strettoie di via delle Botteghe o nel dedalo di stradine della Capri medievale dove se allargo un solo braccio, rimango incastrata. Vabè, chi controlla invece traghetti e aliscafi? Ancora si discute sui termoscanner da installare al molo Beverello e agli arrivi al porto di Capri. Pensarci prima no?

Per non parlare dei Faraglioni presi d’assedio da barche e barconi. C’era chi voleva inserirli in un’area marina protetta ma chi aveva i poteri per farlo non l’ha fatto. E questo non c’entra niente con il Covid ma solo con il rispetto ambientale e la decenza di evitare assembramenti di barche, virus o no virus.
Guido e Gianluigi Lembo, animatori e mattatori della movida caprese, hanno la fila lunga, lunga all’ingresso di Anema ‘e Core che smonterebbe la pazienza di qualsiasi cristiano ma non degli aspiranti anemacorizzati che posano per un selfie con Belen. Lo staff in mascherina non lascia neanche allungare il collo nella galleria d’accesso tappezzata di foto di celebrities canterine, prima controllo della temperatura e distribuzione gratuita di mascherine con logo “Anema ‘e Core” per avere accesso al privè dove il numero di tavoli è stato dimezzato.

Intanto i lanciafiamme “verbali” di De Luca continua a colpire gli indisciplinati: multe salate a chi entra in un negozio senza mascherina. E si porta avanti e ha inaugurato in questi giorni 8 nuovi posti di terapia intensiva al Policlinico della Federico II. Non si sa mai. Nel Real Bosco della Reggia di Capodimonte sullo sfondo della fagianeria borbonica uno potrebbe lasciarsi sfiorare dal pensiero: quasi quasi mi abbasso la mascherina e respiro aria buona a pieni polmoni. No, la mascherina non è un libero arbitrio. Hanno fatto salti mortali gli organizzatori del Napoli Teatro Festival per mettere in piedi un cartellone con 130 appuntamenti ( escluse le repliche), fra musica, danza, letteratura, mostre e SportOpera, la sezione speciale, dedicata all’interazione fra arte e sport. Il tutto in scena dal 1 al 31 luglio a prezzi sostenibili: dai 4 agli 8 euro. E mettetetivi ‘sta mascherina, e lasciatevi trasportare dal “Di Giacomo in the Mood”, il nuovo concerto spettacolo nato dalla collaborazione del maestro Roberto De Simone con Raffaello Converso, quando le indimenticabili poesie di Salvatore Di Giacomo diventano musica. E magia.

Check point di temperatura anche all’ingresso del cinquecentesco Palazzo Firrao, quello con le statue neoclassiche incastonate nella facciata. Ci abitano Alfredo Balsamo, direttore del Teatro Pubblico Campano, e Eduardo Cicelyn, alla sua quarta svolta professionale. Da caporedattore sportivo al Il Mattino, a fondatore del Museo Madre, a gallerista e adesso impresario teatrale.

Metti una sera a cena al tempo blindato del Covid ed è nata l’idea di fare “Teatro nel Cortile”, un mese di programmazione nel suggestivo palcoscenico impreziosito dalla cancellata/scultura di Mimmo Paladino, ferro battuto e profilo del Cicely in fusione di vetro blu cobalto. Sale sul palco Maria Nazionale, la voce più melodica del Sud, e si commuove. E’ il primo recital dopo il lockdown, lo ha chiamato “Passioni” e ci mette dentro tutto ò core’ ‘e Napule.

pagina Facebook di Januaria Piromallo

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