Aumentano i soggetti posti in isolamento (1.617, +92), e gli attuali positivi (502, +47) nelle ultime 24 ore in Veneto, dove sono stati registrati 55 nuovi casi. Al centro la scoperta di un nuovo focolaiodopo quello relativo all’imprenditore vicentino rientrato dal Kosovo – nel centro migranti della Croce rossa a Jesolo, dove 42 persone di origine africana (più un operatore della struttura) sono risultati positivi. Un’allerta rossa per la spiaggia record d’Italia per presenze turistiche, nel pieno di una stagione estiva appena partita dopo lo stop del lockdown. Per il virologo Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia e Virologia dell’università di Padova, è necessaria l’esecuzione del test su tutti i migranti “appena sbarcano o arrivano in Italia. Bisogna bloccare sul nascere le situazioni a rischio”. Nel caso contrario, dice in un’intervista a Il Giornale, il pericolo è “la diffusione a macchia d’olio del virus, che non se n’è mai andato, non ce lo dimentichiamo”.

Il centro migranti a Jesolo – I residenti sono 127: finora i positivi sono tutti asintomatici, e sono stati trasferiti dalla Croce Rossa in altre strutture protette, mentre altre 85 persone, negative al tampone, rimarranno in isolamento nella sede jesolana. Fra 7 giorni tutti saranno sottoposti ad altro test, e dopo altri 7 giorni effettueranno un terzo tampone. Il sindaco Valerio Zoggia ha chiesto e ottenuto dalla Questura di Venezia un presidio fisso di forze dell’ordine, sia all’ingresso che nella parte del centro che dà sulla spiaggia, separata da una recinzione. Complessivamente l’Ulss 4 ha eseguito 142 tamponi sugli ospiti e gli operatori del centro.

Il coordinatore regionale della Cri, Francesco Bosa, ha garantito il massimo controllo, grazie anche a un incremento di 11 operatori inviati dalla sede nazionale, oltre alla disponibilità di mezzi per trasferire i casi positivi in altre strutture: “Nei prossimi 14 giorni – ha detto Bosa – il nostro compito sarà quello di garantire la loro permanenza in struttura”. “La situazione è sotto controllo e va costantemente monitorata – ha detto il sindaco Zoggia – non tanto per i contagiati che lasceranno questa città in giornata, bensì per chi resta in struttura, affinché non possa liberamente circolare durante il periodo di isolamento. Ho firmato un’ordinanza che impone alla Croce Rossa l’obbligo di vigilare su questo”.

Nel centro si trovano quasi esclusivamente richiedenti asilo di origine africana, in maggior parte uomini, oltre a qualche famiglia con bambini. Il ‘paziente zero’ è un trentenne nigeriano, in Italia da sei mesi: doveva essere sottoposto ad un intervento chirurgico ortopedico, e da prassi ha affrontato i test medici preliminari, nel corso dei quali è emersa la positività al Covid-19. Immediatamente dopo è iniziato lo screening su tutti gli ospiti, che ha accertato la propagazione del contagio. Nessuno dei positivi ha sintomi, e finora non si è reso necessario alcun ricovero in ospedale.

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