Le chiese della capitale aprono le porte alle scuole. Nel momento in cui i presidi sono alla ricerca di spazi per far fronte alle indicazioni imposte dal ministero dell’Istruzione e dal Comitato tecnico scientifico, la diocesi di Roma tende una mano agli istituti mettendo a disposizione spazi parrocchiali e aule del catechismo. Un aiuto non da poco visto che in alcune scuole, nonostante il distanziamento di un metro statico, fanno fatica a mantenere intatte le classi.

A rispondere all’appello del mondo dell’istruzione è il segretario generale del Vicariato, monsignor Pierangelo Pedretti con una lettera inviata a tutti i parroci della diocesi: “Seguendo le indicazioni del nostro cardinale vicario, abbiamo avviato un’iniziativa, coordinata dal vescovo ausiliare monsignor Paolo Selvadagi, con il supporto dell’Ufficio per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica e dell’Ufficio giuridico del Vicariato per aiutare le scuole di Roma a riprendere l’attività didattica il prossimo mese di settembre mettendo a disposizione, ove possibile, alcuni spazi parrocchiali”.

Una decisione che è stata apprezzata dai sacerdoti della diocesi che hanno parecchi spazi inutilizzati, soprattutto la mattina quando non ci sono le lezioni di catechismo. “Per avere maggior contezza di tali necessità e per gestire in modo efficace questa importante iniziativa – scrive il prelato segretario – anche in relazione alle istituzioni civili di riferimento con cui stiamo studiando una possibile intesa, vi chiediamo di far pervenire all’indirizzo e-mail di questa segreteria generale tutte le istanze ricevute sull’argomento e di provvedere a segnalare, sempre a mezzo di posta elettronica, le richieste che avete già ricevuto e la vostra eventuale disponibilità ad offrire alcuni spazi anche a prescindere dalle richieste ricevute”.

L’intenzione della Diocesi è quella di fare una mappatura degli ambienti che possono essere messi a disposizione dei presidi. Una proposta che dovrà comunque fare i conti con le norme di sicurezza che vanno garantite per fare lezione: le finestre devono avere le giuste dimensioni, i bagni devono essere adeguati, le aule devono comunque garantire alcuni parametri in caso di incendio o altra calamità. Altro problema è quello legato alla peculiarità di questi spazi: se da una parte è vero che il mattino non sono adoperati, è altrettanto vero che il pomeriggio vengono usati per il catechismo. Questo significa che l’aula dovrebbe servire a più usi.

In ogni caso qualche scuola di Roma si è già mossa in questa direzione: l’istituto comprensivo di via Volsinio, nel quartiere Africano ha già chiesto a tre chiese della zona: Sant’Agnese; San Saturnino e Santa Maria Goretti. Intanto nei prossimi giorni monsignor Pedretti avrà un quadro preciso della situazione delle parrocchie della diocesi e potrà poi capire con precisione quali spazi mettere a disposizione e prendere contatti con gli uffici scolastici per definire il progetto di collaborazione tra la Diocesi e gli istituti.

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