Su una colonna sonora ognuno ci fa il film che vuole. Quanto più la musica è bella tanto più vivrà di vita propria, se poi è sublime come la maggior parte delle opere di Ennio Morricone, il gioco è fatto.

E così per me Sean Sean è mia madre giovanissima e bellissima che la cantava mentre io, bambina, pendevo dalle sue labbra (nel disco è la voce spettacolare di Edda Dell’Orso a consegnarci per sempre vocalizzi e melodia indimenticabili). E ancora, C’era una volta in America è Bologna (dove l’allora fidanzato dell’allora compagna di stanza mi regalò un nastro di colonne sonore tra cui Il Cacciatore, Taxi Driver e questa, appunto) e lo struggimento per qualche amore post-adolescenziale, ricordi giunti improvvisi e inaspettati mentre scorrevano scene (anche violente) del film in tv, nella commemorazione del Maestro appena scomparso.

E davvero in presenza di Ennio Morricone ci troviamo di fronte a un gigante che, penso unanimemente, ci vedrà uniti in una corale approvazione se non di tutta, quanto meno della maggior parte della sua immensa, sterminata produzione. Della quale io forse amo maggiormente le sue composizioni che potremmo definire ‘minori’: le track list di film di genere e cosiddetti B movie o le canzonette degli anni Sessanta.

Solo se si è in grado di maneggiare la musica come solo lui poteva si possono tirare fuori dal cilindro tessiture così circolari e perfette per evocare qualsiasi sentimento e situazione. Nel fluire per lui facile di geniali melodie e meravigliosi guizzi intuitivi (fischi, rumori, strumenti più disparati), ci consegna la chiave per poter attingere per sempre a un capitale inestimabile di emozioni in qualsiasi sfumatura.

E ieri, nel giorno in cui ci ha lasciati, la mia home di Facebook era inondata di bellissimi messaggi di quanti, come me, sono legati a doppio filo, per un motivo professionale o solo di profonda ammirazione, a Ennio Morricone. Ho pensato di raccogliere quelli secondo me più significativi, che ho sentito più sinceri o con i quali mi sono trovata particolarmente concorde e di seguito li propongo.

Sulla pagina del Maestro Piero Piccioni, oltre a una foto che li ritrae insieme, compare il link a una bellissima testimonianza di Morricone sulla musica del grande collega scomparso precedentemente, di cui riporto solo la parte finale. “Piero ha lasciato un ‘buco’ vuoto a chi, come me, lo stimava e gli era sinceramente amico. Ci rivedremo, Piero, in un mondo solo musicale, senza le ipocrisie che vediamo spesso come tele di ragno, presenti in questa nostra vita”.

Sulla pagina del Maestro Piero Umiliani, anche lui purtroppo non più tra noi, le figlie Alessandra ed Elisabetta scrivono: “Da oggi ci sentiremo tutti più soli: è scomparso il grandissimo Maestro Ennio Morricone, legato a Piero da una sincera amicizia e tanta stima professionale, che gli è stato vicino anche nei momenti più difficili dovuti alla malattia. Ci lascia le sue musiche, capolavori immortali“.

Il compositore Francesco Gazzara (autore del bellissimo saggio Lounge music) riferisce un gustoso aneddoto del 2000, anno in cui Morricone gli rivolse queste parole: ‘Apprezzo il tuo disco in regalo, però domani mandami la partitura scritta di tutti i brani, perché i cd di solito non li ascolto. Preferisco leggere le note’.

Il discografico Marco Duba (Cinedelic Records) scrive: ‘Non riesce ad essere un giorno triste per me. La morte prima o poi arriva per tutti. Ed arrivare a 91 anni, passandola ogni santo giorno a fare quello che ti piace di più in maniera ostinata, con umiltà e dedizione, ad emozionare il mondo intero con le tue creazioni, a rendere un tuo linguaggio personalissimo di portata internazionale, con una famiglia compatta al tuo fianco, è pura meraviglia, è il film che nessun regista riuscirà mai a scrivere. E nel mio piccolissimo sono fiero di aver fatto tutto quello che era nelle mie corde per promuovere la tua Arte. Tutto l’oro che ci hai lasciato riuscirà a colmare la tua mancanza terrena. Grazie Maestro.’

Lo scrittore Raul Montanari scrive un lungo bellissimo post:

Un altro scrittore, Enrico Galiano, pubblica e commenta in modo molto poetico una foto in cui appaiono il Maestro e la moglie:

Alberto Scotti, musicista e profondo conoscitore di vari generi, scrive: “Naturalmente l’immenso Ennio Morricone verrà ricordato per i suoi lavori altissimi, importantissimi, premiati con gli Oscar ecc… Ma la sua grandezza è legata per sempre anche e soprattutto al grandissimo cinema di genere, quello in cui siamo stati maestri nel mondo. Quando la cosiddetta cultura ‘alta’ e quella cosiddetta ‘bassa’ si mescolavano e si affiancavano senza problemi, dando vita a un immaginario straordinario. Morricone ha sì lavorato con i super premi Oscar, ma anche con Luciano Salce, Lucio Fulci, Alberto De Martino, Camillo Mastrocinque, Duccio Tessari, Franco Giraldi, Sergio Corbucci, Sergio Sollima, Mario Bava, Giulio Petroni, Salvatore Samperi, Franco Indovina, Paolo Cavara, Enzo G. Castellari, Aldo Lado, Damiano Damiani, Michele Lupo, Tonino Valerii, Umberto Lenzi, Flavio Mogherini, Sergio Nasca, Armando Crispino, Massimo Pirri… ricordiamolo.”

Grazie Maestro, per averci unito tutti in nome della musica!

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Ennio Morricone ci ha dato la sua più grande lezione sulle cose importanti della vita: chapeau!

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