Fa quasi tenerezza, Alessandro Benetton, sportivo appassionato e ora presidente della Fondazione Cortina 2021, che organizza i prossimi Mondiali di sci, quando afferma: “Volevamo fare un capolavoro, con la nostra disponibilità a spostare l’evento nel 2022, ma saremo pronti in ogni caso”. Più che del padre Luciano, da cui è stato spodestato quasi subito nel 2013 appena si è affacciato alla guida delle attività di famiglia, Alessandro sente l’imprinting di Flavio Briatore, che lo ha avuto accanto per una decina d’anni nella Formula Uno, e magari una certa influenza su di lui l’ha esercitata anche la moglie campionessa, Deborah Compagnoni.

Sia quel che sia, anche Alessandro B&B&C, come ogni Benetton, “è bello a mamma sua” e rischia d’incappare nel suo piccolo Ponte Morandi con i lavori per i Mondiali che la Federazione Internazionale dello Sci ora pretende di far disputare nel febbraio prossimo, alla faccia degli eventuali prevedibili strascichi del Covid-19. E non sarà una questione di ritardi, ma di eco-sistema: vedere, per credere, il più recente reportage di Luigi Casanova per Mountain Wilderness.

Di tutte le devastazioni naturali legate all’ampliamento delle piste e all’allestimento dell’area gare, quella che preoccupa di più è certamente il lavoro di costruzione delle tribune nell’area Rumerlo, con una rotonda larga trenta metri prevista su un terreno così fragile che è già franato ai primi colpi di ruspa. Peraltro, non si sa nemmeno se ci potrà essere il pubblico, perché il rischio di un’altra competizione “a porte chiuse” è evidente, mentre ancora brucia a Cortina la cancellazione all’ultimo delle finali di Coppa del Mondo 2020.

E’ un grande scempio l’insieme degli interventi per adattare a dimensioni-monstre da Mondiali, e poi da Olimpiadi per il 2026, quest’area unica che pure sarebbe sotto la protezione Dolomiti-Unesco (ed è comunque notoriamente già molto provata da decenni di speculazioni edilizie). Se infatti si allarga lo sguardo alle altre infrastrutture oltre alle citate sotto la Tofana di Mezzo, la partita di Cortina 2021 è ancora più pesante: per esempio, 317 milioni di euro delle nostre tasse sono stati già spesi per le opere di ampliamento stradale, con varianti per evitare i centri abitati e messa in sicurezza delle statali 51 Alemagna e 51 bis, nonché della 52 Carnica, strade “famigerate” per il traffico e le frane, ovvero quelle che eufemisticamente lo stesso piano Anas chiama “diverse criticità”.

Con un tocco di magia, il piano prevede anche grandi lavori di cablaggio e allestimento di postazioni elettroniche, cosicché queste stradacce diventino in un sol colpo “Smart Road”. Ovvero, Anas-letteralmente: “I Mondiali di Sci Alpino Cortina 2021 saranno la prima esperienza di smart mobility in Europa. Il progetto ha l’obiettivo di rendere più efficienti i flussi di traffico, di migliorare la sicurezza stradale e il comfort di guida, grazie al controllo dell’infrastruttura attraverso le tecnologie IoT (Internet of Things)”.

Ah, che bello! Sempre che il Covid consenta al pubblico di accorrere a vedere l’altra Federica nazionale, la bruna Brignone, che vola con gli sci verso nuove medaglie sulla pista Olympia o sulla Vertigine, i tifosi arriveranno alle pur franose tribune Rumerlo almeno guidando tranquilli tanti bei Suv in stile Smart e IoT, senza nemmeno sapere a quali cose alluda quel Things finale dell’acronimo.

Si noti bene che, di fatto, questi Mondiali 2021, esattamente come le assurde Olimpiadi invernali Milano-Cortina del 2026, sono stati assegnati all’Italia perché in realtà nessun altro Paese li voleva davvero. E per tornare al nostro Benetton che ci mette la faccia, sentite che cosa dichiarava ancora nel febbraio scorso, a margine di un incontro con gli studenti universitari alla Ca’ Foscari di Venezia: “L’ultima versione della nostra visione, da cinque o sei anni a questa parte, è quella di un’economia e di un’attività imprenditoriale che devono essere sostenibili. Si dà per scontato che [attenzione: il soggetto è la fantomatica sostenibilità United Colors of B., nda] – riguardi solo un massimo rispetto dell’ambiente e delle risorse che ci offre questa terra. Sostenibile vuol dire anche un’attenzione per tutti gli stakeholders: le famiglie, le comunità locali e i giovani. Chi fa impresa oggi deve avere una responsabilità che va ben oltre il profitto”.

Tradotto in domanda retorica: volete pensare solo ai larici centenari e al gallo cedrone oppure far girare tanti begli sghei anche in tasca ai ragazzi del Cadore (che poi bisognerebbe andare a vedere quanti davvero e chi sono quelli che lavorano a Cortina 2021)?!?

Ma si vede che Alessandro B&B&C dà il meglio di sé quando “briatoreggia”, perché sentite come presenta il suo lavoro per i Mondiali: “Abbiamo predisposto l’organizzazione, quello che io chiamo il ‘primo rotolo di un effetto palla di neve’, e sono sicuro che il Veneto non perderà questa occasione di rinascita”. Posto che la neve scenda copiosa, e non sia tutta di riporto o sparata dai cannoni, speriamo che non ne rotoli troppa verso le precarie tribune di Rumerlo.

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