Una settimana di urne aperte per evitare possibili assembramenti degli elettori e nuovi contagi, ma soprattutto per garantire la massima affluenza. In gioco c’è la riforma della Costituzione russa, che può consentire a Putin di rimanere alla guida del paese fino al 2036, azzerando i precedenti mandati presidenziali. La votazione sul pacchetto di emendamenti – sì o no secco – si svolgerà fino a mercoledì primo luglio, dichiarato dallo stesso Putin festa nazionale per consentire ai russi di recarsi ai seggi elettorali nell’arco di tutta la giornata. A Mosca e a Nizhni Novgorod è stato disposto anche il voto online, per ridurre la necessità di recarsi ai seggi – comunque presenti – e di conseguenza il rischio contagio. Nella capitale, stando alle autorità, oltre un milione di persone si sono iscritte al voto online. Ma le opposizioni, Alexey Navalny in testa, hanno bollato l’e-voto come “una truffa” per falsificare il risultato del referendum.

Nel testo della nuova Carta ci sono anche passaggi che definiscono il matrimonio come “un’unione tra un uomo e una donna” di fatto inserendo il divieto di matrimoni gay e sui quali l’ambasciata americana a Mosca ha deciso di prendere posizione all’apertura dei seggi, appendendo sulla facciata della sede una bandiera arcobaleno, simbolo dell’orgoglio Lgbt. Una scelta che arriva anche nel giorno del 42esimo anniversario della sua prima apparizione al Gay Pride di San Francisco del 1978. “I diritti Lgbtq sono diritti umani. E i diritti umani sono universali”, ha detto l’ambasciatore John J. Sullivan citato dal sito dell’ambasciata. “Tutti meritano di vivere liberi dall’odio, dai pregiudizi e dalle persecuzioni“, ha scritto la sede diplomatica anche sul proprio profilo Instagram. Nel 2019 l’amministrazione Trump aveva respinto le richieste di alcune ambasciate Usa di far sventolare sul proprio pennone la bandiera arcobaleno dell’orgoglio gay in giugno, mese dedicato alla comunità Lgbtq.

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