di Margherita Cavallaro

E così abbiamo superato la metà del mese del Pride del 2020, anno in cui molti Pride non si faranno per coscienza civica verso i più vulnerabili. Anno in cui non riesco più a distinguere le notizie vere dai meme. Come biasimarmi quando Boris Johnson usa i briefing giornalieri in tempo di crisi nazionale per lamentarsi del costo eccessivo dei TimTam (biscotti australiani), mentre Donald Trump toglie le protezioni anti-discriminazione per le persone trans in campo medico proprio il giorno dell’anniversario dell’attentato terroristico di matrice omofoba al Pulse di Orlando?

Ammettiamolo, il 2020 è stato scritto dagli sceneggiatori di Boris. F4 basito. Sipario.
Ovviamente sono successe molte altre cose, belle e brutte: la Corte Suprema negli Usa ha detto no alle discriminazioni sul lavoro, Orban ha detto no ai cambi di sesso, c’è finalmente un disegno di legge sull’omotransfobia in Italia, l’attivista egiziana Sarah Hijazi si è suicidata… ma di tutte queste cose potete leggere sui giornali.

Io vorrei solo farvi capire quanto sia stancante questa eterna lotta che combattiamo. Quando fai due passi avanti e uno indietro anche una normale passeggiata diventa estenuante. Dobbiamo camminare il doppio, a volte il triplo se l’annata è particolarmente difficile e, per quanto possa sembrare assurdo, ogni tanto anche noi attivisti vorremmo passare un fine settimana sul divano a non far niente. Così è quello che ho provato a fare. Mi sono spaparanzata sul divano a fare la nerd che sono e ho visto il cartone di Harley Quinn.

Simile ai cartoni di Batman anni ’90, ma più spensierato e nella seconda stagione hanno reso esplicita in termini romantico-sessuali la relazione tra Harley e Poison Ivy, con conseguenti drammi dato che Ivy era già in una relazione (per quanto chiaramente non troppo sentita) con Kiteman, ragazzo fesso come una trota ma buono e gentile. Bellissimo. Non voglio però nemmeno parlare del perché vedere coppie Lgbt+ in uno show ci causa sempre così tanto giubilo: voglio parlare dei commenti online.

Già anni fa la Dc aveva reso Batwoman lesbica e ci sono stati più accenni ad una bisessualità di Wonder Woman. Dov’è quindi ora il problema? Il problema è che a molta gente è andato il pepe al popò perché palesemente Ivy ha sentimenti più forti per Harley piuttosto che per Kiteman. Tutto ciò esacerbato da una serie di uscite poco felici della Dc, come fare una statua di Harley e Ivy per San Valentino per celebrare altri tipi di amore come l’Amicizia. Perché chi non fa fikifiki coi propri amici? F4 basito.

In sostanza, le relazioni sessuali tra donne vanno bene se sono lì per il piacere degli uomini e se, alla fine di tutto, la donna torna comunque nella relazione con l’uomo. La bisessualità va bene solo se è comunque sotto il controllo di un uomo o, quantomeno, gli lascia la precedenza nella relazione. Nota bene: se una donna bisessuale si innamora e decide di stare con uomo non c’è assolutamente niente di male, ma è male questa volontà di far sembrare i sentimenti e l’attrazione delle donne per gli uomini sempre più forti e più veri.

Puoi vivere, tenerti per mano e fare sesso con un’altra donna, ma solo finché non hai l’opzione di un uomo. Con l’uomo c’è amore, anche se la relazione è triste. Con un’altra donna c’è solo amicizia, anche se è solo stare con lei che ti rende veramente felice. Vi scambiate sguardi languidi, ma è solo affetto o confusione. Finite a letto insieme, ma è solo l’alcol, o noia, o una fase, o l’assenza di un uomo. Fate pratica. Soprattutto, se un uomo è innamorato di te e ti tratta bene, gliela devi una relazione. Insomma, è un uomo che ti ha scelto. Fine di ogni discussione. I tuoi sentimenti non contano: se non sono per quell’uomo che è innamorato di te allora non sono veri, o comunque sono meno veri di quelli che devi all’uomo.

È il 2020 e il mio fine settimana nerd è rimasto ostaggio di uomini frustrati e bigotti che non riescono ad accettare il fatto che noi donne non siamo lesbiche o bisessuali a comando e che possa accadere che una donna sia più attraente di loro.

E non sono solo commenti online. Questi sono gli stessi uomini che poi agiscono, tipo trattandoti da schifo e urlandoti cose omofobe in mezzo ad un pub durante dei drink di lavoro perché la loro ragazza (mia ex collega nello specifico, con cui lui per altro era abusivo) aveva un’evidente cotta per me (che io non avevo affatto istigato). Avevo provato invano a spiegare anche a lui che se non riusciva a rendere felice la sua ragazza il problema non ero certo io, ma, evidentemente, lui e la loro relazione e prendersela a caso con me non avrebbe cambiato niente. Ovviamente la verità deve avergli fatto sentire il pene ancora più piccolo di quel che è e non ha voluto capire.

Dato che moltissimi Pride non ci saranno, cercate di farmi un favore: se siete così insicuri, cercate di rendervi persone più attraenti ed amabili invece di fare gli omofobi perché non riuscite a trattare le donne come oggetti come vorreste. È il 2020, anno dell’F4 basito, e non possiamo nemmeno goderci in pace un cartone animato.

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