Enzo Bianchi, il fondatore della comunità di Bose se ne va. Con un comunicato scarno di 14 righe intitolato Il nostro cammino è stata comunicata l’informativa: “All’indomani della solennità della Pentecoste, la Comunità di Bose ha accolto la notizia che il suo fondatore, Enzo Bianchi, assieme a Goffredo Boselli e ad Antonella Casiraghi hanno dichiarato di accettare, seppure in spirito di sofferta obbedienza, tutte le disposizioni contenute nel Decreto della Santa Sede del 13 maggio 2020. Fratello Lino Breda l’aveva dichiarato immediatamente, al momento stesso della notifica”.

Parole accompagnate da quelle dello stesso Bianchi che alle 21.15 ha twittato: “Giunge l’ora in cui solo il silenzio può esprimere la verità, perché la verità va ascoltata nella sua nudità e sulla croce che è il suo trono. Gesù per dire la verità di fronte a Erode ha fatto silenzio. Jesus autem tacebat! Sta scritto nel Vangelo”. A partire dai prossimi giorni, dunque, per il tempo indicato nelle disposizioni, essi vivranno come fratelli e sorella della Comunità in luoghi distinti da Bose e dalle sue fraternità.

A nulla quindi sono valse le trattative “complesse e delicate” (così le ha definite una fonte interna) che si sono svolte fino alle ultime ore.
Bianchi, dopo 54 anni, domani lascerà la comunità a cui ha dato vita obbedendo alla sentenza definitiva e inappellabile della Santa Sede. Un addio che lascia un alone di mistero attorno alla vicenda. Il primo comunicato della comunità parlava di “serie preoccupazioni pervenute da più parti alla Santa Sede che segnalavano una situazione tesa e problematica nella nostra Comunità per quanto riguarda l’esercizio dell’autorità del Fondatore, la gestione del governo e il clima fraterno”. A seguire Bianchi, Boselli, Breda e Antonella Casiraghi potrebbero esserci molti altri monaci e monache che hanno espresso nei giorni scorsi fedeltà al suo fondatore.

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