Insieme ad Anastasiya, Giovanni Princi era finito quasi subito nel mirino di chi sospettava che quell’anomala rapina in cui era morto Luca Sacchi, 24 anni. La Procura di Roma ha chiesto una condanna a 6 anni e 4 mesi di anni per lui che è accusato del tentativo di acquisto di 15 chilogrammi di marijuana. Un affare letale per il giovane personal trainer freddato il 23 ottobre scorso a Roma. Princi, amico di infanzia di Sacchi, ha ottenuto di essere giudicato con il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare Pier Luigi Balestrieri. È accusato di violazione della legge sulla droga. Chiesta anche una multa di 30 mila euro.

La sentenza per l’imputato che si trova agli arresti domiciliari, è attesa per il 22 giugno prossimo. Secondo l’accusa l’imputato avrebbe avuto un ruolo primario nella trattativa con i pusher di San Basilio, in particolare con Valerio Del Grosso e Paolo Pirino (autori materiali dell’omicidio e attualmente sotto processo assieme, tra gli altri, ad Anastasiya, fidanzata di Sacchi), per l’acquisto di droga in cambio di 70mila euro.

Luca Sacchi fu freddato con un colpo di pistola alla tempia davanti al pub John Cabot nel quartiere Colli Albani mentre era con la fidanzata che nello zaino aveva i soldi per pagare la droga. Secondo la ricostruzione della pm Nadia Plastina, Princi, dopo non essere riuscito a portare a termine l’affare con un pregiudicato, si era rivolto ai pusher di San Basilio ed entrando quindi in contatto con Del Grosso e Pirino. I due giovani erano stati incaricati da Marcello De Propris nella gestione della trattativa e della consegna di 15 kg di hashish, del valore di 70mila euro. Ma qualcosa quella sera va storto. I pusher alla vista dei contanti decidono di derubare gli acquirenti, colpiscono con una mazza Anastasiya Kylemnyk, fidanzata di Luca, e sparano alla tempia del ragazzo.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bimbo di 4 anni morto a Parma, due indagati. Autopsia per stabilire le cause del decesso

next
Articolo Successivo

Caso Palamara, Salvini: “Trame di Legnini per far intervenire il Csm contro di me”. La replica: “Mio intervento a tutela della magistratura”

next